SINTESI - Bce rafforza tono espansivo, non vede ora rischi deflazione

giovedì 9 gennaio 2014 17:07
 

* Per Draghi ripresa fragile e molto modesta, rischi su crescita al ribasso

* Bce ben consapevole di pericolo deflazione, garante stabilità prezzi in entrambe direzioni

* Inflazione resterà contenuta, sotto 2% per almeno due anni

* Bce interverrà se vedrà tensioni mercato o deterioramento scenario prezzi

MILANO, 9 gennaio (Reuters) - Intende sottolineare marcatamente l'impronta espansiva Bce Mario Draghi dopo la prevista conferma del costo del denaro per gli ormai diciotto Paesi della zona euro.

In occasione del tradizionale incontro con la stampa seguito allo scontato verdetto sui tassi il banchiere centrale ribadisce con forza la 'forwarde guidance' sui tassi e assicura che la Bce è determinata a mettere in campo qualsiasi strumento sia necessario e ben consapevole dei rischi di un'inflazione che resta nella "zona a rischio" al di sotto dell'1%.

Se al momento non individua per la zona euro il pericolo di una palude di deflazione sul genere di quella giapponese degli anni Novanta, l'Eurotower, mettendo il nuovo raffreddamento dei prezzi di dicembre in relazione a fattori una-tantum, si pone come garante della stabilità dei prezzi "in entrambe le direzioni".

L'inflazione non può dunque viaggiare su livelli troppo elevati ma nemmeno troppo bassi. Considerando che i rischi sulla crescita tendono al ribasso e quelli sui prezzi sembrano al momento sostanzialmente bilanciati sono due le condizioni che farebbero scattare l'intervento Bce: "immotivata" tensione dei tassi sul monetario e un vistoso deterioramento dello scenario di inflazione.

"Abbiamo voluto usare termini più chiari per mettere in luce la 'forward guidance' tassi e questo significa che siamo determinati ad agire se necessario" risponde Draghi a un cronista che gli chiede se con il messaggio odierno la Bce intendesse trasmettere una intonazione particolarmente espansiva.   Continua...