Hera, Cda Amga verso ok a fusione con Acegas-Aps, attesa entro fine mese

mercoledì 8 gennaio 2014 13:53
 

MILANO, 8 gennaio (Reuters) - Amga Udine è sempre più vicina a entrare nel perimetro di Hera. Il prossimo 24 gennaio è atteso il via libera da parte del Cda della multiutility friulana alla presentazione del progetto di aggregrazione con Hera, che dovrebbe essere operativo fra maggio e giugno: il comune di Udine avrà una quota della nuova Hera intorno al 2,5% del capitale.

Secondo una fonte politica friulana, tecnicamente l'operazione "prevede la fusione fra Acegas-Aps e Amga, con sede legale a Trieste, la società sarà poi controllata dal gruppo Hera, ma con radicamento territoriale nel Friuli-Venezia Giulia".

Gli adviser stanno lavorando sui concambi in vista della presentazione del progetto ala Camera di Commercio a fine gennaio. L'accordo sottoscritto da Hera e il comune di Udine lo scorso 5 settembre prevedeva lo sviluppo in esclusiva del progetto di aggregazione entro centoventi giorni. Esclusiva che difatto è già scaduta.

In realtà a dare il via libera alla fusione sarà un nuovo Cda di Amga perché gli attuali quattro rappresentanti del comune di Udine si sono dimessi "in polemica con l'amministrazione comunale. Il consiglio chiedeva più tempo per approfondire il progetto di fusione", dice un'altra fonte politica dell'opposizione a Udine che annuncia la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti perché il progetto di fusione non sta avvenendo attraverso una gara pubblica.

Domani ci svolgerà l'assemblea di Amga che sostituirà i quattro dimissionari, incluso il presidente, proprio in vista della decisione che verrà presa a fine mese.

Udine detiene il 61,32% del capitale di Amga ed esprime quattro consiglieri, E.On Italia con il 21,93% ha diritto a un altro consigliere, c'è poi Acegas-Aps che ha il 5,24% del capitale. Il comune di Udine ha quindi una salda maggioranza in consiglio per fare passare il progetto.

A spingere verso l'aggregazione con una realtà più grossa come la bolognese Hera sono le gare per l'acquisizione della gestione della distribuzione del gas nel 2015. Hera è molto forte nel Triveneto dopo la fusione con Acegas-Aps dove è presente anche Italgas. Il rischio, in caso di mancato ottenimento delle concessioni, sarebbe quello di perdere 250 posti di lavoro.

(Giancarlo Navach)

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