Mediaset, partenza sprint in un settore di nuovo sotto riflettori

mercoledì 8 gennaio 2014 09:58
 

MILANO, 8 gennaio (Reuters) - Partenza sprint per Mediaset che, in avvio di seduta, sale fino a sfiorare +5% per poi ritracciare leggermente ma restare comunque tra i titoli migliori del listino principale.

Trader e analisti non segnalano motivazioni specifiche ma parlano di un nuovo interesse per il comparto dei media che di giorno in giorno premia maggiormente un titolo o l'altro, con l'idea che il peggio della crisi sia ormai alle spalle e che ci sia spazio ora per alleanze industriali che creino nuove sinergie di settore.

Ad accendere Mediaset potrebbe contribuire oggi una nota di Berenberg che indica il titolo tra i preferiti nella categoria "risk-on", quindi quelli su cui puntare con un approccio speculativo, a maggiore rischio. In generale, il broker sottolinea che "dopo un anno di re-rating e di un andamento in borsa sostanzialmente migliore della media, i media europei sono pronti a una fase di consolidamento nel 2014". In particolare i gruppi Tv sono giudicati ora piuttosto cari e quindi "più vulnerabili". Il titolo del Biscione nel 2013 è più che raddoppiato.

Intorno alle 9,50 Mediaset sale del 3,3% a 3,76 euro, con volumi intensi, dopo aver chiuso ieri a +5,5%. Vivace anche Class, dopo la nomina di Angelo Sajeva alla guida della concessionaria del gruppo, mentre qualche realizzo penalizza Rcs dopo il +8% di ieri e Mondadori (ieri +6,3%). Il settore in Europa è in lieve calo , l'indice di Milano FTSE Mib sale dello 0,54%.

Partendo dalla notizia che ieri ha galvanizzato Rcs in merito all'accordo per gestire la pubblicità nazionale de La Stampa, Mediobanca Securites scrive oggi in una nota: "Continuiamo a credere che ci sia spazio per importanti sinergie nel settore, con alleanze nella pubblicità, nella distribuzione e nel printing. Vediamo la reazione di ieri dell'intero settore a un tipo di notizia che ha un impatto limitato sui conti come la volontà del mercato a scommettere su questa direzione: la crisi offre l'occasione di cambiare paradigmi e, dopo il buon lavoro fatto sulla base costi dalla gran parte dei gruppi editoriali, è ora il momento per concentrarsi su possibili risparmi di settore".

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