7 gennaio 2014 / 17:38 / tra 4 anni

Tasi, l'aliquota massima del 2014 al 3 per mille - fonte

ROMA, 7 gennaio (Reuters) - L‘aliquota massima della Tasi, la nuova tassa sui servizi indivisibili, salirà nel 2014 al 3 dall‘attuale 2,5 per mille previsto nella legge di Stabilità.

Lo riferisce una fonte governativa mentre il governo sta facendo il punto con la maggioranza in una serie di colloqui informali.

Il sottosegretario al Tesoro in quota Pd, Pierpaolo Baretta, dice solo che l‘esecutivo dovrebbe “presentare la proposta di modifica questa sera”. Il veicolo legislativo è il decreto legge che ha cancellato quasi totalmente la seconda rata Imu del 2013, da domani in aula al Senato.

La Tasi è una delle componenti in cui si articola la Iuc, l‘Imposta unica comunale. Oltre all‘Imu, che è dovuta da tutti i possessori di immobili escluse le abitazioni principali non di lusso, la Iuc comprende anche la Tari, la nuova tassa sui rifiuti urbani.

La Iuc, nella versione prevista dalla legge di Stabilità, avrebbe dovuto assicurare 22 miliardi di gettito l‘anno.

L‘emendamento che il governo sta per depositare alzerà le entrate complessive a un livello analogo ai circa 24 miliardi riscossi con l‘Imu nel 2012.

Questo spiega perché Forza Italia, che ha fatto della casa il suo cavallo di battaglia, è così polemica verso gli ex colleghi di Nuovo centrodestra, la fazione guidata da Angelino Alfano.

“Caro Angelino, sei stato eletto per cancellare l‘Imu sulla prima casa e invece ci farai pagare di più”, dice in una nota il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta.

I sindaci dovranno utilizzare il maggior gettito “prioritariamente” per rafforzare le detrazioni dalla Tasi a favore delle famiglie, secondo l‘espressione usata nei giorni scorsi da Baretta.

Nel pomeriggio a Palazzo Madama c‘è stata una riunione di maggioranza. “Allo stato attuale non abbiamo avuto comunicazioni dal governo di modifiche”, ha detto il senatore Antonio D‘Alì, di Nuovo centrodestra.

Il governo ha riaperto il delicato dossier delle tasse sulla casa ad appena una settimana dall‘entrata in vigore della manovra.

L‘elezione alla quida del Pd del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha reso Enrico Letta più sensibile alle richieste dei comuni, che denunciano un buco di 1,5 miliardi a causa della nuova tassazione sugli immobili.

Il maquillage fiscale a cui lavorano i tecnici del Tesoro è piuttosto complesso.

Sugli immobili diversi dall‘abitazione principale l‘aliquota massima, espressa come somma di Imu e Tasi, dovrebbe salire all‘11,1 per mille. I sindaci, infatti, potranno aumentare di mezzo punto il tetto del 10,6 per mille previsto dalla legge di Stabilità.

Dal 2015 l‘aliquota massima della Tasi sulle prime case dovrebbe essere confermata al 6 per mille, come prevede già ora la manovra. Sulle case diverse dalla prima resterebbe il nuovo limite dell‘11,1 per mille.

(Giuseppe Fonte)

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