7 gennaio 2014 / 16:38 / 4 anni fa

SINTESI - Primario italiano riparte frizzante con UniCredit e Generali

(riscrive, unisce dettagli di singole operazioni)

* Aiutano ottimo clima per periferici e liquidità abbondante

* Bond in euro per Generali e Unicredit, in dollari per Intesa SP

* In arrivo bond ibrido Enel, attese tranche in sterline ed euro

di Alessia Pe

MILANO, 7 gennaio (Reuters) - Corsa all'emissione da parte dei nomi italiani per tradizione più navigati sul mercato obbligazionario nella prima seduta del 2014 a pieno regime.

Un premio di rendimento inferiore ai due punti percentuali del Btp a dieci anni sulla controparte Bund - nuovo minimo da luglio 2011 - insieme al consistente ammontare di carta pubblica in scadenza fanno certamente da buon viatico per le società che hanno bisogno di fare raccolta.

Si fanno così avanti UniCredit con un'operazione senior unsecured a tasso fisso e scadenza sette anni da 1,25 miliardi insieme a Generali, sempre 1,25 miliardi ma questa volta a sei anni.

"Oggi è a tutti gli effetti il primo giorno di attività piena sul mercato... si tratta di operazioni da qualche tempo nel cassetto che possono ora approfittare dell'elevata liquidità caratteristica delle prime settimane di gennaio" commenta l'operatore di una banca primary.

Una nota dell'ufficio studi UniCredit dedicata ai governativi mette in luce l'elevata liquidità a disposizione del mercato ricordando che maturano questa settimana 24 miliardi di titoli di Stato tedeschi, 21,4 miliardi francesi e cedole per 10,5 miliardi.

A cogliere il vento favorevole giusto dopo la chiusura dei bilanci 2013 non sono naturalmente soltanto gli emittenti corporate o finanziari.

Un'istantanea dell'appetito di rendimento viene dagli ordini superiori a 14 miliardi sul decennale irlandese da 3,75 miliardi che segna il rientro ufficiale di Dublino sul mercato dei capitali dopo la chiusura del bailout.

"Diverse classi di asset restano interessanti, tra queste naturalmente i periferici della zona euro e i corporate... questa tendenza dovrebbe proseguire per qualche tempo, sicuramente per il primo trimestre" commenta lo strategist Ing Alessandro Giansanti.

Con l'apertura, nel pomeriggio europeo, della piazza Usa si fa avanti anche Intesa Sanpaolo, che prepara un'emissione in dollari suddivisa in una parte a tre e una a dieci anni.

Tornando agli emittenti societari italiani ma allargando lo sguardo ai non finanziari, Enel ha annunciato stamane da Londra una 'conference call' delle banche lead ai potenziali investitori in vista di una potenziale offerta ibrida, l'ultima delle quali - denominata in euro, dollari e sterline, risale a settembre.. Secondo Ifr, servizio di Thomsonreuters, il segmento in sterline sarà di importo benchmark, avrà scadenza settembre 2076 e sarà 'callable' a partire da settembre 2021. A fianco di questo è attesa una tranche in euro.

Ancora invece tra i finanziari, sempre da Londra il Banco Popolare ha incaricato Banca Aletti, Goldman Sachs, Mediobanca e Societe Generale di organizzare da domani una serie di incontri con investitori del reddito fisso in Europa. .

"Il momento è particolarmente favorevole per la periferia ma non soltanto... si sono riaffacciate sul primario Bnp, Volkswagen, Petrobras e Nordea. Nei prossimi giorni potremo vedere un'attività ancora piuttosto concentrata" aggiunge.

PER BOND GENERALI ORDINI SOPRA 8 MLD EURO

Per tornare però ai campioni nazionali, vale la pena sottolineare come un'offerta di complessivi 2,5 miliardi spalmata esattamente metà e metà tra UniCredit e Generali ha attratto nel primo caso ordini pari a oltre 3,5 miliardi e nel secondo addirittura superiori agli otto.

Guidata dalle capofila Bank of America, Hsbc e Nomura insieme alla stessa UniCredit, l'emissione di Piazza Cordusio ha scadenza gennaio 2021 e offre un premio di 170 centesimi sul tasso midswap, equivalente a 3,343% - ovvero 199,7 punti base sul benchmark tedesco 2021 coupon 2,5%.

Il margine sulla curva midswap era partito stamane dall'area di 180 punti base per poi stringersi - come peraltro spesso avviene - di una decina di tick.

Nel caso dell'operazione Generali la scadenza è fissata nel 2020 e lo spread di rendimento è di 150 punti base sempre sulla curva swap rispetto ai 155-160 previsti inizialmente.

L'ultima transazione della compagnia triestina guidata da Bnp, Deutsche Bank, Goldman Sachs e Societe Generale era invece partita con una 'guidance' in area 165 punti base.

"Generali tende a emettere poco e ha un ottimo profilo di rating, questo naturalmente aumenta la domanda e riduce il premio del rendimento" osserva l'addetto ai lavori.

A livello di rating UniCredit viaggia infatti perfettamente in parallelo al giudizio sovrano di 'BBB' per S&P, 'Baa2' e 'BBB+' per Fitch, mentre Generali si muove due notch oltre ad 'A-' sia per Standard & Poor's sia per Fitch.

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