3 gennaio 2014 / 17:38 / 4 anni fa

PUNTO 1-Eni avvia programma acquisto azioni proprie il 6 gennaio

(Aggiunge dettagli da nota, background)

MILANO, 3 gennaio (Reuters) - Eni avvierà a partire dal 6 gennaio il programma di acquisto di azioni proprie deliberato in assemblea lo scorso 10 maggio.

Lo comunica una nota della società precisando che il programma - che si atterrà ai termini già comunicati al mercato - "è finalizzato ad accrescere nel tempo il valore per gli azionisti, in linea con quanto fanno le maggiori società petrolifere internazionali".

Come approvato dal Cda del 29 ottobre, è stato conferito a un intermediario un incarico, di durata non superiore al 30 aprile 2014, finalizzato all'esecuzione di una parte del programma.

L'intermediario - si legge nella nota - "adotterà le decisioni in merito agli acquisti in piena indipendenza, anche in relazione alla tempistica delle operazioni e nel rispetto di limiti giornalieri di prezzo e di volume".

A oggi Eni detiene in portafoglio azioni proprie pari allo 0,31% del capitale. Le società controllate non hanno azioni Eni.

All'inizio del mese scorso l'AD di Eni Paolo Scaroni aveva preannunciato che il gruppo era pronto ad avviare il programma di buyback avvisando comunque che i tempi saranno lunghi e che la società non comunicherà anticipatamente quante azioni e quando le comprerà.

Il programma di riacquisto è legato anche ai piani del governo di cedere fino a una quota del 3% di Eni nell'ambito del programma di privatizzazioni, ma solo dopo la conclusione del buyback in modo da evitare che Tesoro e Cdp si diluiscano sotto il 30% del capitale.

Il Tesoro detiene direttamente il 4,34% di Eni, e il 25,76% tramite Cdp per un totale del 30,1%.

Secondo due fonti vicine al dossier sentite il mese scorso, Eni dovrebbe prima acquistare azioni proprie per un 10% circa con un valore di mercato di circa 6 miliardi e successivamente dovrebbe annullare i titoli acquistati in modo da far crescere relativamente il peso delle quote in mano a Tesoro e Cdp e consentire allo Stato di vendere una quota del 3%. Un'operazione che, secondo Scaroni, sarebbe comunque lunga e non realizzabile in un anno come auspicato dal governo che punta a realizzarla entro il 2014.

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