BORSE ASIA-PACIFICO - Indici contrastati, dati Cina deludono

giovedì 2 gennaio 2014 08:27
 

INDICE                          ORE 8,15    VAR %   CHIUS. 2012
 MSCI ASIA-PAC.                      465,52   -0,56       466,03
 TOKYO                            chiusa         --    10.395,18
 HONG KONG                        23.260,21   -0,20    22.656,92
 SINGAPORE                         3.173,07   +0,18     3.167,08
 TAIWAN                            8.612,54   +0,01     7.699,50
 SEUL                              1.967,19   -2,20     1.997,05
 SHANGHAI COMP                    2.109,387   -0,31    2.269,128
 SYDNEY                           5.367,911   +0,29    4.648,950
 MUMBAI                           21.281,74   +0,67    19.426,71
    2 gennaio (Reuters) - Le borse dell'area Asia-Pacifico sono
contrastate sulla scia dei dati deludenti sulla manifattura
cinese, mentre gli investitori mostrano un rinnovato interesse
per le commodities con l'avvio del nuovo anno.
    L'oro è sotto i riflettori con un balzo dell'1,5% e gli
acquisti si riversano anche su argento e rame, con i trader che
citano una generalizzata domanda cinese per le materie prime.
    In evidenza anche lo yen che, utilizzato dagli investitori
per finanziare acquisti di asset esteri a maggior rendimento,
riprende la sua lunga discesa. Il calo della valuta nipponica è
stato considerato positivo per le esportazioni giapponesi e gli
utili delle società ed è indicato come una delle principali
ragioni della sovraperformance della borsa di Tokyo nel 2013.
    Intorno alle 8,15 italiane l'indice Msci dell'area
Asia-Pacifico, che non comprende Tokyo, cede
circa mezzo punto percentuale dopo aver archiviato l'anno
passato sostanzialmente piatto.
    TOKYO oggi è chiusa ma nel 2013 ha messo a segno un balzo
del 57%. Molti analisti si aspettano un'ulteriore salita
quest'anno, con la Banca del Giappone fedele al suo impegno di
una massiccia campagna di stimoli economici.
    Gli altri mercati asiatici hanno visto l'anno scorso
performance molto più contrastate, in parte perché gli
investitori hanno riscoperto l'attrattiva di asset in Europa e
Stati Uniti.
    La continua discesa dello yen ha inoltre eroso la
competitività dei vicini asiatici del Giappone, uno dei motivi
che oggi spinge la borsa di SEOUL in calo del 2,2%, il ribasso
giornaliero più forte in quasi un anno e mezzo.
    Debole SHANGHAI e sulla sua scia anche HONG KONG, con gli
investitori preoccupati di un rallentamento della crescita
economica dopo i dati che hanno mostrato per l'attività
manifatturiera cinese a dicembre un calo ai minimi di tre mesi.
    SINGAPORE inizia invece il nuovo anno su una nota di
ottimismo dopo la performance poco brillante del 2013, su cui ha
pesato la debolezza del settore immobiliare.
    Poco mossa TAIWAN con volumi contenuti mentre SYDNEY sale
dello 0,3%, toccando un massimo di sei settimane, sulla speranza
di un rafforzamento della crescita delle maggiori economie
mondiali nel 2014, anche se i dati provenienti dalla Cina hanno
raffreddato i guadagni iniziali.
    Bene anche l'INDIA guidata dai titoli più sensibili ai tassi
di interesse. Gli investitori sperano che crescita debole e
allentamento dell'inflazione stimolino la banca centrale a
mantenere invariata la politica monetaria nella riunione di
questo mese.

    
                                                                
                                                                
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