27 dicembre 2013 / 09:14 / 4 anni fa

PUNTO 2-Mps, assemblea riconvocata domani, Profumo in bilico

* Fondazione Mps a un passo dal bocciare proposta aumento capitale

* Profumo potrebbe dimettersi da presidente Mps, secondo alcune fonti

* Titolo volatile (Aggiunge dettagli, background)

di Silvia Aloisi

SIENA, 27 dicembre (Reuters) - Cresce la tensione sulla Banca Monte dei Paschi di Siena dopo che la Fondazione, principale azionista dell‘istituto toscano, sembra a un passo dal far rinviare a maggio l‘aumento di capitale da 3 miliardi che il presidente Alessandro Profumo vuole, invece, a gennaio.

Se l‘ente guidato da Antonella Mansi avesse la meglio, Profumo potrebbe anche annunciare le dimissioni a 20 mesi dal suo arrivo a Siena, riferiscono fonti vicine alla vicenda, lasciando nel caos la terza banca italiana.

All‘assemblea di oggi, chiamata ad approvare la proposta del management, i soci presenti rappresentavano il 49,3% del capitale, sotto il quorum del 50% più una azione necessario per le assemblee in prima convocazione. Profumo, ha quindi riconvocato l‘assemblea per domani, sabato 28 dicembre, quando il quorum necessario sarà del 33,3%.

La Fondazione Mps si è presentata in assemblea con il suo 33,5% del capitale e domani sarebbe in grado non solo di respingere la proposta di Profumo ma anche di approvare lo slittamento dell‘operazione a non prima del 12 maggio.

“Profumo minaccia di dimettersi”, dice un banchiere vicino alla vicenda.

Il top manager già nel 2010 si dimise da amministratore delegato di Unicredit in polemica con le fondazioni azioniste.

Un ulteriore rinvio al 30 dicembre, in sola seduta straordinaria e con un quorum al 20%, sarebbe possibile se la Fondazione domani non depositasse le sue azioni.

“Ci vediamo domani”, ha però detto il presidente della Fondazione Antonella Mansi ai giornalisti.

‘MPS PROBLEMA NON SOLO DI SIENA MA DELL‘ITALIA’

La tesi di Profumo e dell‘amministratore delegato Fabrizio Viola è che la finestra di mercato più favorevole per l‘aumento sia nelle prossime settimane.

La Fondazione, che ha un debito di 339 milioni con 12 banche creditrici, chiede tempo per vendere prima che l‘aumento di capitale riduca il valore delle sue azioni.

Se l‘assemblea dovesse votare per il rinvio, le banche del consorzio di garanzia non sarebbero più disponibili a coprire i 3 miliardi di ricapitalizzazione, ha detto più volte l‘ex numero uno di Unicredit.

Il sindaco di Siena, Bruno Valentini, - uno dei grandi elettori della Mansi - dice che rinviare l‘aumento aiuterà Mps a restare in mani italiane.

“Non possiamo lasciare che la terza banca italiana cada preda di capitali stranieri. Mps non è solo una questione di Siena, è una grande questione nazionale”, ha detto Valentini.

Nei giorni scorsi Rocca Salimbeni ha respinto “categoricamente” l‘ipotesi di cessione del 20% di Mps a una cordata di fondazioni e fondi.

Il rafforzamento patrimoniale è una delle condizioni imposte dalla Commissione europea per dare il via libera ai circa 4,1 miliardi di aiuti pubblici che il governo italiano ha garantito a Mps sottoscrivendo i Monti bond.

Se salta l‘aumento di capitale, Mps dovrà convertire i Monti bond in azioni e il ministero dell‘Economia entrerà nel capitale diventando il pricipale azionista.

Il titolo Mps aveva aperto la seduta in rialzo toccando un massimo a 0,185 euro ed è sceso di oltre il 2% dopo la notizia del rinvio. Alle 13,30 perde poco meno del 2% a 0,1737 euro, sopra i minimi di 0,1712.

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