23 dicembre 2013 / 14:27 / 4 anni fa

Telecom, improbabile offerta per Tim Brasil entro aprile, occhi su Cade

di Stefano Rebaudo

MILANO, 23 dicembre (Reuters) - Telecom Italia non vede la cessione della sua quota di Tim Participacoes (Tim Brasil) in tempi brevi, perchè è improbabile che arrivi quell'offerta che nessuno può rifiutare, evocata dal molti, ma di cui per ora non c'è traccia.

Lo dice una fonte vicina alla vicenda, commentando le dichiarazioni dell'AD Marco Patuano venerdì e precisando che la situazione può subire sviluppi inattesi, per i quali sono decisive le mosse di antitrust (Cade) e governo brasiliano.

Indiscrezioni di stampa, ancora precedenti l'annuncio del piano industriale Telecom di inizio novembre, hanno parlato di una possibile cessione a breve, a un prezzo con un forte premio rispetto ai valori di mercato.

Telecom ha però detto che Tim Brasil, a differenza della controllata Telecom Argentina, non è in vendita.

"A parte che, come ho detto tante volte il Brasile, per noi è strategico e non c'è nessuna intenzione di vendere... in ogni caso tenderei a escluderlo", ha detto Patuano a chi chiedeva se fosse possibile un'offerta prima dell'assemblea di aprile.

Ma nel quadro generale c'è anche l'incognita giudiziaria.

La Procura di Roma venerdì ha reso noto di aver aperto già a ottobre un'inchiesta per presunto ostacolo all'attività di vigilanza nella vicenda del riassetto azionario di Telco, la holding che controlla Telecom Italia, precisando che al momento non ci sono indagati.

AD APRILE ATTESO CAMBIO DI GOVERNANCE

Il prossimo consiglio di amministrazione di Telecom Italia, che verrà nominato in primavera, sarà probabilmente molto più aperto ai fondi di investimento.

La lista di maggioranza, che finora è stata formata da Telco, nomina i quattro quinti dei consiglieri.

Venerdì l'assemblea ha bocciato la proposta di revoca del consiglio, chiesto dal socio con il 5% Marco Fossati, che ha però raccolto adesioni pari al 23% del capitale.

Il presidente di Findim ha rifiutato la candidatura al consiglio, dopo che l'assembela ha bocciato i nomi di Angelo Tantazzi e Stefania Bariatti, proposti da Telco, per la sostituzione di Elio Catania e Franco Bernabè.

Fossati ha chiesto la modifica dello statuto per una rappresentanza proporzionale in consiglio e Patuano, sempre venerdì, ha dato una risposta positiva: "Il tema non può essere ignorato dalla prossima assemblea. Dobbiamo immaginare una governance più trasparente, un tema che mi terrà impegnato a partire da domani mattina".

Gli analisti sottolineano che in ottobre ci sono le elezioni in Brasile e che quindi si aspetterà a decidere probabilmente oltre quella scadenza.

"A meno di una convergenza tra tutte le forze politiche è probabile si vada oltre l'esito del voto", dice uno di loro.

Telco, che controlla il 22,4% di Telecom Italia, è partecipata, in termini di diritti di voto, da Telefonica con il 46,18%, da Intesa Sanpaolo e Mediobanca con l'11,62% ciascuna e da Generali con il 30,58%.

CON CADE SOLUZIONE DI MEDIO-LUNGO PERIODO

L'antitrust brasiliano Cade ha deciso che Telefonica deve cedere una quota nella sua controllata brasiliana Telefonica de Brasil (Vivo) oppure uscire dal capitale di Telecom Italia, ma ha dato al gruppo 18 mesi di tempo per adempiere alla delibera.

Il gruppo spagnolo farà un ricorso legale e una fonte vicina alla vicenda dice a Reuters che la questione "non troverà soluzione prima di un paio d'anni".

In ogni caso Telefonica ha come scadenza importante la fine dei patti parasociali su Telco, a febbraio 2015, e si presume prenda una decisione entro quella data.

"La soluzione può essere la vendita di Tim Brasil e l'ipotesi che può mettere d'accordo tutti è la cessione a pezzi ai tre operatori", aggiunge la fonte. "Lo scoglio da superare è un accordo con l'antitrust", che richiederà tempi politici.

L'operazione verrà realizzata su iniziativa degli altri operatori o di un soggetto terzo e "potrebbe configurarsi in un'offerta su Tim", dice.

La fonte conferma che l'ipotesi delineata dagli analisti, nelle scorse settimane, di un'offerta da parte di una società veicolo che poi venderebbe Tim Brasil ai tre gruppi telefonici concorrenti, "é una delle possibilità", ma le soluzioni tecniche sono tante, "il problema è il via libera politico".

Non si esclude neanche un'offerta da parte di Vivo, che dovrebbe poi cedere parte di Tim Brasil agli altri due.

TELEFONICA ALLENTA LA PRESA SU TELECOM

Telefonica ha già in parte alleggerito la sua posizione in Telecom Italia, con le dimissioni dei consiglieri Cesare Alierta, presidente della società spagnola, e Julio Linares, AD.

La mossa è una conseguenza di una decisione dell'antitrust brasiliano (Cade) del 4 dicembre che, a sorpresa, ha deciso che il gruppo spagnolo deve decidere se vendere la quota in Telecom Italia o far entrare un partner dell'operatore brasiliano di telefonia mobile Vivo.

La decisione dell'antitrust brasiliano ha poco a che vedere con i cambiamenti nel patto di sindacato di Telco , per il quale il Cade ha comminato una multa corrispondente a pochi milioni di euro, ma con l'uscita di Portugal Telecom da Vivo.

Per il gruppo spagnolo, la soluzione sarebbe la vendita della partecipazione di Telecom Italia in Tim Participaçoes, che le consentirebbe di restare azionista del gruppo italiano, senza cedere quote di Vivo.

(Redazione Milano,reutersitaly@thomsonreuters.com,+39 02 66129431, Reuters messaging: stefano.rebaudo.reuters.com@reuters.net)

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