PUNTO 2-Fonsai, sequestro conservativo 120 mln per i Ligresti, ex-manager

venerdì 20 dicembre 2013 15:51
 

(aggiunge dettagli da decreto)

MILANO, 20 dicembre (Reuters) - Il giudice civile del Tribunale di Milano Angelo Mambriani ha accolto la richiesta di sequestro conservativo per 120 milioni di euro, su 440 milioni richiesti, promossa dal commissario ad acta di Fonsai, Matteo Caratozzolo, nei confronti degli ex amministratori della società.

La richiesta di sequestro beni - su cui il giudice si è espresso con un provvedimento di 109 pagine - riguarda Salvatore Ligresti, le figlie Giulia e Jonella e gli ex-manager Fausto Marchionni e Antonio Talarico.

La decisione è stata presa nell'ambito della causa civile avviata dal commissario ad acta di Fonsai e da Unipol, che dallo scorso ottobre ha approvato la fusione con il gruppo assicurativo precedentemente di proprietà dei Ligresti.

Secondo Caratozzolo, la somma rappresenta il danno degli ex amministratori a Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni.

Nel dispositivo - visionato da Reuters - il giudice respinge le eccezioni presentate dai Ligresti relativamente alla manleva firmata con Unipol a gennaio 2012 e anche quella relativa al cosiddetto papello siglato tra Alberto Nagel, AD di Mediobanca, e Salvatore Ligresti, relativo a 45 milioni di controvalore delle azioni Premafin della famiglia.

Mambriani scrive inoltre che "al vertice di Fonsai era insediato un gruppo di persone, cioè i componenti della famiglia Ligresti, tra le quali intercorreva un accordo volto a gestire la società a proprio personale vantaggio, con plurime finalità compresenti: mantenimento del controllo, distribuzione dei dividendi, effettuazione delle operazioni immobiliari".

Il giudice individua poi profili di illegittimità di una serie di operazioni immobiliari e il danno provocato a Fonsai e ad altre società del gruppo, oltre all'illegittimità di compensi riconosciuti a Jonella Ligresti in relazione alla carica di presidente del cda di Fonsai, rivestita nel corso di tre mandati dal 2003 al 2012.

Secondo Mambriani, le deleghe conferite a Jonella - per le quali incassava 2,35 milioni all'anno, oltre a emolumenti una tantum di 2 milioni sia nel 2006 che nel 2007 - erano una "indebita duplicazione" di quelle conferite a Fausto Marchionni, che le "esercitava effettivamente".   Continua...