20 dicembre 2013 / 12:32 / tra 4 anni

PUNTO 2-Fonsai, sequestro conservativo 120 mln per i Ligresti, ex-manager

(aggiunge dettagli da decreto)

MILANO, 20 dicembre (Reuters) - Il giudice civile del Tribunale di Milano Angelo Mambriani ha accolto la richiesta di sequestro conservativo per 120 milioni di euro, su 440 milioni richiesti, promossa dal commissario ad acta di Fonsai, Matteo Caratozzolo, nei confronti degli ex amministratori della società.

La richiesta di sequestro beni - su cui il giudice si è espresso con un provvedimento di 109 pagine - riguarda Salvatore Ligresti, le figlie Giulia e Jonella e gli ex-manager Fausto Marchionni e Antonio Talarico.

La decisione è stata presa nell‘ambito della causa civile avviata dal commissario ad acta di Fonsai e da Unipol, che dallo scorso ottobre ha approvato la fusione con il gruppo assicurativo precedentemente di proprietà dei Ligresti.

Secondo Caratozzolo, la somma rappresenta il danno degli ex amministratori a Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni.

Nel dispositivo - visionato da Reuters - il giudice respinge le eccezioni presentate dai Ligresti relativamente alla manleva firmata con Unipol a gennaio 2012 e anche quella relativa al cosiddetto papello siglato tra Alberto Nagel, AD di Mediobanca, e Salvatore Ligresti, relativo a 45 milioni di controvalore delle azioni Premafin della famiglia.

Mambriani scrive inoltre che “al vertice di Fonsai era insediato un gruppo di persone, cioè i componenti della famiglia Ligresti, tra le quali intercorreva un accordo volto a gestire la società a proprio personale vantaggio, con plurime finalità compresenti: mantenimento del controllo, distribuzione dei dividendi, effettuazione delle operazioni immobiliari”.

Il giudice individua poi profili di illegittimità di una serie di operazioni immobiliari e il danno provocato a Fonsai e ad altre società del gruppo, oltre all‘illegittimità di compensi riconosciuti a Jonella Ligresti in relazione alla carica di presidente del cda di Fonsai, rivestita nel corso di tre mandati dal 2003 al 2012.

Secondo Mambriani, le deleghe conferite a Jonella - per le quali incassava 2,35 milioni all‘anno, oltre a emolumenti una tantum di 2 milioni sia nel 2006 che nel 2007 - erano una “indebita duplicazione” di quelle conferite a Fausto Marchionni, che le “esercitava effettivamente”.

“Si conferma che il riconoscimento a Jonella Ligresti dei predetti emolumenti costituisce manifestazione concreta della soggezione degli amministratori di Fonsai rispetto ai componenti della famiglia Ligresti, non potendo la scelta gestoria di che trattasi trovare diversa giustificazione”, si legge nel dispositivo. In questo caso, prosegue il giudice, “il danno subito da Fonsai è pari all‘emolumento pagato a Jonella Ligresti, detratti i compensi spettanti quale consigliere di amministrazione e componente del comitato esecutivo. In totale si tratta di 22,2 milioni di euro circa”.

Il giudice autorizza Fondiaria-Sai, Milano Assicurazioni, Immobiliare Lombarda ad eseguire il sequestro conservativo nei confronti di Salvatore, Jonella e Giulia Ligresti oltre che di Marchionni e Talarico rispettivamente fino a 43,7 milioni, 41,4 milioni e 5,175 milioni. Autorizza inoltre Immobiliare Fondiaria-Sai ad eseguire il sequestro per 6,21 milioni, Sai investivementi per 18,475 milioni, Gruppo Fondiaria Sai Servizi per 1,150 milioni, Villa Ragionieri per 4,6 milioni e Auto presto&bene per 460.000 euro.

(Emilio Parodi)

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