A2A, verso Cda unico a 12 con AD condiviso, ok comuni slitta a domani

giovedì 19 dicembre 2013 18:56
 

MILANO, 19 dicembre (Reuters) - Si va verso un Cda composto da 12 membri per A2A, quattro a testa scelti dai due comuni principali azionisti Milano e Brescia, tre posti ai soci di minoranze più l'AD condiviso. Un posto per il quale è in pole l'attuale direttore generale, Renato Ravanelli.

La maggioranza di centrosinistra dei due capoluoghi punta a fare approvare entro domani la delibera emendata sul cambio di statuto della superutility lombarda dai consigli comunali. Il condizionale è d'obbligo perché Milano è alle prese con l'approvazione dell'asssestamento di bilancio per il quale le opposizioni hanno presentato circa 5.000 emendamenti. La maggioranza ha deciso di contingentare i tempi e quindi di approvare la delibera entro le 13 di domani, solo dopo potrà partire la discussione relativa ad A2A. Anche per quest'ultima il centrodestra si prepara a dare battaglia e potrrebbe presentare ben 2.000 emendamenti.

A Brescia, invece, la situazione sembra più tranquilla: gli emendamenti sono solo una decina.

Il cambio dello statuto è propedeutico non solo al passaggio dal sistema duale attuale, composto da 23 consiglieri, fra comitato di gestione e di sorveglianza, a quello tradizionale, ma anche a svincolare dal patto una quota fino al 5,12% del capitale in vista di una futura cessione da realizzare nel 2014 che frutterebbe ai due comuni circa 70 milioni a testa.

Il dimezzamento dei consiglieri rappresenta per A2A una bella sforbiciata anche in termini di costi e, tuttavia, come sottolineano alcuni esponenti della maggioranza a Brescia "questo scenario potrebbe mettere a rischio il controllo dell'azienda perché nello statuto è previsto che se i soci di minoranza raggiungessero quota 20% del capitale, avrebbero diritto a cinque posti in consiglio e non più tre, facendo in questo modo saltare tutti gli equilibri".

Il rinnovo del consiglio avverrà con la prossima assemblea a giugno e, una volta ultimato l'iter di approvazione dello statuto nei comuni, si aprirà la partita delle nomine. Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, dice che il futuro AD dovrà essere una persona con un "altissimo profilo". Non è da escludere che Milano proponga per quel posto di capoazienda l'attuale direttore generale, Renato Ravanelli. La stessa fonte politica bresciana dice che "sul nome di Ravanelli non ci sarebbero veti, occorre però che sia Milano a proporlo".

(Giancarlo Navach)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia