20 dicembre 2013 / 20:08 / tra 4 anni

PUNTO 3-Telecom Italia respinge revoca cda, con Fossati 23% capitale

* Bocciata la revoca, ma quasi un quarto delle azioni è con Fossati

* Ci sarà un nuova offensiva all‘assemblea di primavera

* Patuano difende con gli azionisti la cessione di Telecom Argentina

* Sullo sfondo dell‘aspro confronto il nodo del Brasile (Aggiunge contesto)

ROZZANO (Milano), 20 dicembre (Reuters) - L‘assemblea Telecom Italia respinge la richiesta di revoca del cda e consente all‘Ad Marco Patuano di proseguire con la sua strategia, anche se alza il livello di attenzione sul presunto conflitto di interessi di Telefonica e promette una prosecuzione della battaglia nei prossimi mesi.

L‘attuale consiglio scade in primavera e il prossimo cda potrebbe avere una rappresentanza più forte delle minoranze.

Marco Fossati, azionista con il 5%, che ha richiesto la convocazione dei soci, ha raccolto su un‘iniziativa comune il 23% delle azioni, considerato che i voti favorevoli alla proposta erano pari al 42,6% del capitale presente, che era a sua volta pari al 54,26% del totale.

Il 7,4% del capitale presente, il 4% circa del totale, si è astenuto. La partecipazione di Blackrock in assemblea era pari al 5,1% secondo i conti preliminari della società, ma il fondo aveva detto che si era registrato con il 5,9%.

Ma la questione Telecom non interessa solo i soci.

La Procura di Roma ha reso noto oggi di aver aperto già a ottobre un‘inchiesta per presunto ostacolo all‘attività di vigilanza nella vicenda del riassetto azionario di Telco, la holding che controlla Telecom Italia, precisando che al momento non ci sono indagati.

GOVERNO BOCCIA REVISIONE NORME OPA. RETE ASSET STRATEGICO

Il governo intanto ribadisce il suo interesse sulla rete. Il primo ministro Enrico Letta boccia la riforma dell‘Opa e sollecita “il Parlamento a non fare norme che aiutino un giocatore o un altro in campo”. Letta dice che il governo è concentrato sulla rete fissa di accesso, che “è un asset un strategico per il Paese”.

Telco, che controlla il 22,4% di Telecom Italia, è partecipata, in termini di diritti di voto, da Telefonica con il 46,18%, da Intesa Sanpaolo e Mediobanca con l‘11,62% ciascuna e da Generali con il 30,58%.

L‘assemblea ha poi approvato con l‘81% del capitale presente l‘emissione del bond convertendo da 1,3 miliardi di euro collocato a inizio novembre.

FOSSATI SI PREPARA PER ASSEMBLEA PRIMAVERA

“Il primo obiettivo sarà la revisione dello statuto per un sistema di voto proporzionale”, ha detto Fossati, parando con i giornalisti a margine dell‘assemblea.

Al termine anche Patuano ai cronisti ha detto che il tema dello statuto andrà affrontato in vista della assemblea di primavera.

Ad oggi i quattro quinti del cda Telecom Italia vengono nominati dalla lista di maggioranza, che finora è stata quella di Telco e i consiglieri di minoranza sono indicati da Assogestioni, associazione dei fondi italiani.

“Andremo avanti a lavorare, per realizzare un programma più dettagliato, con una squadra più professionale, per l‘assemblea di aprile”, ha aggiunto Fossati. “Oggi la risposta positiva dei fondi anglosassoni è stata pesante e violenta”.

Il presidente di Findim ha rifiutato la candidatura al consiglio, dopo che l‘assembela ha bocciato i nomi di Angelo Tantazzi e Stefania Bariatti, proposti da Telco, per la sostituzione di Elio Catania e Franco Bernabè.

Fossati ha, in diverse occasioni, denunciato il conflitto di interessi di Telefonica che ha controllate in Sudamerica in concorrenza con Telecom Italia.

In un‘intervista a Reuters di inizio settembre, quindi a poche settimane dall‘accordo su Telco, ha chiesto che Telefonica una posizione chiara: decida per una fusione con Telecom Italia o esca dal capitale.

PATUANO DIFENDE LA CESSIONE DELL‘ARGENTINA

Patuano si è difeso sulla vendita dell‘Argentina, dicendo che “è stata una buona operazione”.

L‘Argentina è un mercato caratterizzato da “alta volatilità con uno spread a 1.600 punti base, un tasso di inflazione reale al 25% e un‘importante differenza tra cambio ufficiale e cambio parallelo”, ha detto.

L‘Ad ha definito le critiche di Fossati, che ha parlato di cda diretto da Telefonica, “un teorema non dimostrato”.

Patuano a inizio novembre ha annunciato un piano di rafforzamento patrimoniale da 4 miliardi, che prevede la cessione di Telecom Argentina, torri, multiplex e un bond convertendo da 1,3 miliardi.

Il convertendo ha sollevato dubbi da parte di alcuni consiglieri indipendenti e di Fossati per presunti favoritismi nel collocamento.

Consob si accinge a comminare, in tempi non brevi, una sanzione a Telecom Italia sull‘emissione del prestito convertendo, indaga sulla vendita di Telecom Argentina e ha inviato le carte alla magistratura , che ha un fascicolo aperto.

18 MESI PER RISOLVERE CONFLITTO BRASILE

Telefonica ha già in parte alleggerito la sua posizione in Telecom Italia, con le dimissioni dei consiglieri Cesare Alierta, presidente della società spagnola, e Julio Linares, Ad.

La mossa è una conseguenza di una decisione dell‘antitrust brasiliano (Cade) del 4 dicembre, che a sorpresa, ha deciso che il gruppo spagnolo deve decidere se vendere la quota in Telecom Italia o far entrare un partner dell‘operatore brasiliano diu telefonia mobile Vivo.

I tempi non sono comunque immediati, considerando che il Cade ha dato a Telefonica 18 mesi di tempo per adempiere alla delibera dell‘antitrust.

I nuovi accordi su Telco, holding che detiene la quota di riferimento del gruppo italiano, scadono a febbraio 2015.

La decisione dell‘antitrust brasiliano ha poco a che vedere con i cambiamenti nel patto di sindacato di Telco , per il quale il Cade ha comminato una multa corrispondente a pochi milioni di euro, ma con l‘uscita di Portugal Telecom da Vivo.

Per il gruppo spagnolo, la soluzione sarebbe la vendita della partecipazione di Telecom Italia in Tim Participaçoes (Tim Brasil), che le consentirebbe di restare azionista del gruppo italiano, senza cedere quote di Vivo.

Telefonica sarebbe quindi interessata a cedere Tim Brasil, per mantenere la presa su Telecom Italia, e probabilmente a prezzi non particolarmente elevati, considerando che tra gli acquirenti della società ci sarebbe la sua controllata Vivo.

L‘ipotesi che potrebbe essere accettata dall‘antitrust brasiliano è un‘operazione che porti in ultima analisi a una cessione della società a pezzi ai tre operatori mobili del Paese: Vivo, Oi e America Movil.

Patuano ha però detto in diverse occassioni che Tim Participacoes non è in vendita, a meno di un‘offerta a prezzi particolarmente elevati.

(Stefano Rebaudo)

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