PUNTO 1-Ubi verso 'popolare integrata', approvate modifiche governance

giovedì 19 dicembre 2013 15:53
 

(Aggiunge altri dettagli)

MILANO, 19 dicembre (Reuters) - Il consiglio di sorveglianza di Ubi ha approvato il progetto di modifica dello statuto introducendo dei meccanismi di governance che, fermo restando il voto capitario, puntano a dare maggiore rappresentanza a tutti i soci anche tenendo conto del capitale posseduto.

Tra le modifiche dello statuto, spiega una nota, viene proposta una riduzione del mumero dei componenti del Cds a 17 da 23 membri con effetto dal prossimo rinnovo del consiglio, e del Cdg a 9 da 11 membri compresi i dirigenti apicali dell'istituto.

"In tale progetto vengono introdotte significative modifiche che, tenendo conto dell'evoluzione normativa, delle indicazioni di Banca d'Italia e delle tendenze espresse dai mercati, mirano ad una sempre maggior adeguatezza dei meccanismi di governance e alla creazione di una 'popolare integrata', basata sul voto capitario ma in grado di favorire una equilibrata rappresentanza nella governance societaria di tutte le componenti della compagine sociale", spiega la nota.

Le modifiche devono essere autorizzate dalla Banca d'Italia e quindi sottoposte al voto degli azionisti, "verosilmente" nell'ambito dell'assemblea sul bilancio della prossima primavera, secondo una fonte vicina alla vicenda.

Per quanto riguarda il meccanismo di voto, il progetto prevede il mantenimento del voto capitario nella selezione delle due liste di maggioranza e di minoranza nell'elezione del Cds ma "accompagnate da un meccanismo di premio nell'attribuzione di consiglieri che tiene conto del capitale complessivamente detenuto dai soci che hanno votato ciascuna lista".

Per garantire una maggiore partecipazione dei soci viene introdotto inoltre il collegamento a distanza con video-conferenza nelle assemblee e l'aumento del numero delle deleghe fino a quattro per ogni socio.

Tra le altre novità, un limite massimo di mandati per le cariche apicali del Cds e una soglia minima di 500 soci che rappresentano almeno lo 0,5% del capitale necessaria per presentare le liste per l'elezione dei consiglieri di sorveglianza.

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