Fisco, nuove norme Agenzia entrate per capitali all'estero

mercoledì 18 dicembre 2013 19:01
 

ROMA, 18 dicembre (Reuters) - L'Agenzia delle entrate ha pubblicato le nuove norme per compilare il cosiddetto quadro Rw per chi detiene capitali all'estero.

E' quanto si legge in una nota pubblicata sul sito dell'Agenzia.

Entrano in dichiarazione gli investimenti sotto i 10.000 euro e l'obbligo di compilarla scatta anche per i titolari "effettivi" delle attività all'estero, non più solo per quelli diretti.

A fissare i nuovi contenuti del quadro dedicato al monitoraggio fiscale è il provvedimento firmato oggi dal direttore dell'Agenzia, alla luce delle modifiche introdotte dalla legge europea 2013.

Sono chiamati dal Fisco a compilare il quadro Rw di Unico non soltanto i possessori formali delle attività estere, ma anche chi può esserne considerato titolare effettivo in base alla normativa antiriciclaggio. Lo status può essere riferito non solo alle persone fisiche, ma anche agli enti non commerciali e alle società semplici ed equiparate, residenti in Italia.

In questo caso, il contribuente è tenuto a indicare nel quadro Rw il valore della partecipazione detenuta nella società estera e la relativa percentuale. Tuttavia, se la partecipazione è detenuta in una società estera residente in un Paese non collaborativo, in luogo dell'indicazione nel quadro Rw della partecipazione, dovrà essere indicato il valore degli investimenti detenuti all'estero dalla società seguendo un approccio di tipo look through.

I redditi derivanti dagli investimenti detenuti all'estero e dalle attività estere di natura finanziaria sono soggetti a ritenuta o imposta sostitutiva da parte degli intermediari residenti che intervengono a riscuotere i relativi flussi finanziari e i redditi. Inoltre, alcune tipologie di redditi di capitale e diversi che derivano da questi investimenti o attività estere sono tassate alla fonte a titolo di acconto nella misura del 20%. Il prelievo va comunque effettuato, indipendentemente da un incarico a un intermediario per la riscossione, a meno che il contribuente non attesti, con un'autocertificazione, che i flussi finanziari non costituiscono redditi di capitale o redditi diversi di fonte estera.

L'autocertificazione può essere presentata anche in via preventiva e riguardare la generalità dei flussi che saranno accreditati presso lo stesso intermediario. Per consentire agli intermediari l'adeguamento delle procedure informatiche è concesso un ampio lasso di tempo per effettuare i versamenti delle ritenute e delle imposte sostitutive relative al primo periodo di applicazione delle nuove norme.

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