MONETARIO-Brevissimo immune da tensioni, aumenta esposizione a fondi Tltro Bce

venerdì 7 ottobre 2016 13:06
 

MILANO, 7 ottobre (Reuters) - Non si registrano tensioni sull'interbancario italiano, sia repo che cash, dove i tassi a brevissimo restano schiacciati in territorio negativo sul riferimento della Banca centrale europea per i depositi, ovvero -0,40%, complice una liquidità in eccesso nel sistema europeo che supera i 1.000 miliardi di euro.

** Il brevissimo è rimasto immune dalle tensioni che si sono osservate sull'obbligazionario questa settimana dopo le indiscrezioni dell'intenzione di Francoforte di rimodulare in senso riduttivo il programma di acquisti Qe.

** Tali tensioni sono peraltro parzialmente rientrate con la smentita da parte della Bce, rafforzata dal rendiconto dell'ultima riunione sui tassi, in cui il consiglio ha concordato sulla necessità di mantenere uno stimolo monetario di misura sostanziale in assenza di una ripresa della crescita economica e dell'inflazione.

** Da Bankitalia stamane sono arrivati i numeri sui finanziamenti in essere delle banche italiane in Bce, saliti a 186,383 miliardi a fine settembre da 174,478 miliardi di agosto, per effetto dell'aumento dei finanziamenti a più lungo termine.

** Il mese scorso si è tenuta infatti la seconda operazione mirata di rifinanziamento della nuova serie Tltro (Targeted long term refinancing operation), tramite cui Francoforte ha assegnato fondi a quattro anni a costo zero per 45,27 miliardi, a fronte di rimborsi anticipati per 9,4 miliardi sul vecchio scehma Tltro1.

** Sempre secondo i dati odierni, le banche italiane hanno approfittato del Tltro2 di settembre per aumentare i finanziamenti a lungo termine (dai tre mesi in su) a 174,523 miliardi da 161,071 miliardi di agosto, riducendo a 11,8 miliardi da 13,407 miliardi quelli settimanali.

** Secondo quanto raccolto da Reuters presso i singoli istituti, le principali banche italiane hanno tuttavia raccolto importi residuali o nulli nell'asta Tltro2 di settembre, fatta eccezione per Intesa Sanpaolo, che ha ottenuto 5 miliardi, mentre Mediobanca e Popolare Milano hanno chiesto 500 milioni. Alla rilevazione tra gli istituti non aveva partecipato Mps.

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