Brembo debutta oggi su Ftsemib, mercato punta su eccellenze italiane

giovedì 6 ottobre 2016 19:55
 

di Danilo Masoni

MILANO, 6 ottobre (Reuters) - Brembo ha debuttato oggi sull'indice FTSEmib. Rispetto a un andamento dell'indice delle blue chip in contrazione del 23% da inizio dell'anno, le azioni della società che progetta e sviluppa sistemi frenanti sono cresciute del 19%.

Oggi il titolo ha chiuso poco mosso a 53,05 euro, ma comunque vicino ai massimi storici, e la sua parabola è un esempio che può aiutare ad alimentare l'interesse degli investitori nei confronti delle eccellenze italiane.

La borsa di Milano è stata la peggiore in Europa quest'anno a causa della debolezza dell'economia e fragilità del sistema bancario, a cui si sono aggiunti i timori sulla stabilità politica in vista del referendum del 4 dicembre.

Secondo, David Marcus, Ceo di Evermore Global Advisors con sede negli Usa, l'Italia è stata per lungo tempo trascurata, ma adesso il Paese sta andando incontro a grandi cambiamenti con aziende che migliorano la loro gestione e che si focalizzano sui business più di prima.

"Non siamo costretti a investire qui, ma vogliamo farlo. Pertanto nel tempo avremo più Italia, non meno", aggiunge.

Brembo ha sorpreso gli investitori con risultati trimestre dopo trimestre migliori delle attese, focalizzandosi sul mercato premium ad alti margini, riuscendo così a schivare la tempesta che ha colpito il settore delle auto dopo la crisi finanziaria del 2008.

L'azienda, che ha 7.700 dipendenti in 16 paesi e si sta espandendo nel settore dell'aerospazio, ha registrato un balzo del 17% nei margini core, mentre altre società comparabili, come Sogefi ha segnato un rialzo del 7,7% dei margini e Continental del 15,3%.

La forza del brand, il know how tecnologico e il focus sulle esportazioni stanno attirando l'attenzione di trader e fund manager che si stano interessando a società come Amplifon , De Longhi, Technogym ed Energica Motor. Secondo Piergiacomo Braganti, capo degli investimenti di Banca Albertini Syz, la vittoria del "no" al referendum potrebbe colpire maggiormente il settore bancario, mentre potrebbe esserci un travaso verso altri settori più interessanti.   Continua...