Ue studia 'early warning' su insolvenza aziende per tagliare crediti dubbi -bozza

mercoledì 5 ottobre 2016 16:22
 

BRUXELLES, 5 ottobre (Reuters) - La Commissione europea sta studiando un sistema di allarme preventivo esterno per le società a rischio insolvenza in modo da ridurre i problemi di bancarotta e aiutare le banche a recuperare i crediti in sofferenza.

In particolare la Commissione punta ad avere regole comuni per favorire la ristrutturazione delle aziende in difficoltà evitando la bancarotta, secondo quanto si legge in una bozza letta da Reuters. Questo dovrebbe aiutare i creditori a recuperare più facilmente i crediti.

Lo scorso anno i crediti deteriorati dei principali istituti della zona euro si sono avvicinati ai 1.000 miliardi di euro, circa il 9% del pil dell'area. Secondo alcuni dati Ue le insolvenze delle grandi aziende hanno avuto un'impennata dopo la crisi finanziaria del 2007-2008 e sono ancora più alte di prima con metà delle nuove società che non sopravvivono nei primi cinque anni.

La proposta della Commissione è stata accolta di buon grado dai rappresentanti del mondo bancario e imprenditoriale e sarà finalizzata e annunciata il 25 ottobre.

La Commissione in pratica vuole un sistema di 'early warning' che riguarda interventi esterni quando le società mostrano i primi segni di difficoltà. Può essere innescato dalle banche o dai revisori di conti e portare a una ristrutturazione in modo da salvare la parte sana del business, come spiegato da un funzionario del settore che aggiunge che le associazioni industriali vorrebbero invece un sistema volontario che si azioni dall'interno.

Secondo quanto si legge nella bozza la Commissione ha proposto un periodo di grazia di quattro mesi per consentire alle società di ristrutturarsi senza dover onorare i piani di rimborso dei debiti o fiscali. Questo incontra l'obiezione di alcuni banchieri.

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