PUNTO 2-Ilva, scontro governo-Regione Puglia su presunti danni salute

lunedì 3 ottobre 2016 19:56
 

(Aggiorna con reazione De Vincenti)

MILANO/ROMA, 3 ottobre (Reuters) - Scontro tra Regione Puglia e Palazzo Chigi sui risvolti per la salute nella vicenda Ilva.

Stamani, il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti ha riferito che gli esperti al lavoro sui piani ambientali presentati dalle due cordate che intendono acquistare il più grande gruppo siderurgico italiano concluderanno il loro lavoro entro il prossimo 13 novembre. A quel punto, i due concorrenti potranno rivedere anche l'offerta economica per l'acquisto e la gara entrerà nel vivo.

La Regione Puglia ha però reso noto sempre oggi uno studio epidemiologico da cui risulta che c'è una relazione causa-effetto tra emissioni industriali e danno sanitario a Taranto, sede del più importante impianto di Ilva. E nel pomeriggio, la giunta regionale, riunita in sessione straordinaria, ha deciso che impugnerà davanti alla Corte Costituzionale il cosiddetto decreto "salva-Ilva" di giugno, per "lesione del principio di leale collaborazione che dovrebbe ispirare l'operato del legislatore", annuncia una nota.

In serata la reazione di Palazzo Chigi che, per bocca del sottosegretario alla presidenza Claudio De Vincenti, accusa il presidente della Regione Puglia e suo compagno di partito (il Pd) di "lavorare per lo sfascio".

"Le autorità sanitarie, che stanno già monitorando attentamente la situazione di Taranto, esamineranno con la massima attenzione anche i dati presentati oggi a Bari. A Michele Emiliano ricordo che al centro del decreto legge c'è proprio la valutazione del piano ambientale come presupposto per il futuro di Ilva. C'e' chi, come lui, lavora per lo sfascio e chi, come il Governo, per tutelare insieme salute e occupazione", afferma De Vincenti.

CAUSA-EFFETTO TRA EMISSIONI INDUSTRIALI E DANNO SALUTE

Il decreto varato dal governo (oggi legge) prevede che le eventuali modifiche al piano ambientale vengano valutate prima del piano industriale ed economico, che dovrà essere adeguato alle eventuali richieste degli esperti.

Le due cordate per Ilva attualmente in lizza fanno capo una a Cassa Depositi e Prestiti con il gruppo siderurgico Arvedi e la Delfin, la holding finanziaria della famiglia Del Vecchio, l'altra al tandem composto dalla franco-indiana Arcelor Mittal e dal Gruppo Marcegaglia.   Continua...