UniCredit, soci al lavoro su AD, veti incrociati potrebbero ritardare scelta-fonti

venerdì 27 maggio 2016 19:07
 

di Gianluca Semeraro e Paola Arosio

MILANO, 27 maggio (Reuters) - I principali soci di UniCredit sono in contatto costante per scegliere il nome del nuovo amministratore delegato della banca dopo che Federico Ghizzoni ha concordato con il Cda la necessità di un avvicendamento al vertice, ma i veti incrociati sui singoli nomi proposti rischiano di rallentare il processo.

L'obiettivo resta quello di arrivare a una convergenza per il Cda già fissato il 9 giugno, che tuttavia non è "una data scolpita nella pietra", come suggeriscono alcune fonti vicine alla situazione, e quindi non è escluso che si possa andare un po' oltre.

L'unico appuntamento definito per ora è quello dell'1 giugno quando verrà scelto l'headhunter. Non è escluso che un comitato governance possa riunirsi nei giorni immediatamente precedenti al 9 e formulare una proposta definitiva al consiglio, secondo alcune fonti.

"Non è soltanto la scelta di un nome e un cognome ma bisogna capire quale volto si vuole dare a UniCredit nei prossimi anni, se farla restare global sifi o semplicemente sifi, se puntare a operazioni straordinarie o a un break up. E' ovvio che per ognuna di queste opzioni c'è un nome più adatto degli altri", osserva una delle fonti. "Per il 9 si può farcela ma non è facile", aggiunge.

Il totonomi, su cui non ci sono commenti dai diretti interessati, vede in prima fila Marco Morelli, oggi a capo di BofA-Merrill in Italia, ma anche Alberto Nagel, Ceo di Mediobanca. Seguono l'ex capo dell'investment banking Jean-Pierre Mustier, il presidente di Banca Imi Gaetano Miccichè e Andrea Orcel, a capo dell'investment banking della banca svizzera. Malgrado la smentita, non si può escludere nemmeno Sergio Ermotti, Ceo di Ubs, molto legato all'Italia.

Ieri Francesco Gaetano Caltagirone, tra i soci della banca con circa l'1%, ha espresso la sua preferenza per un "banchiere retail", profilo che sembrerebbe premiare Morelli sugli altri, forte della sua esperienza alla Banca dei Territori, divisione retail di Intesa Sanpaolo. Ma farebbe pensare anche ad altri banchieri, i cui nomi sono circolati, seppur come meno frequenza, sulla stampa, come Victor Massiah, AD di Ubi Banca o Giampiero Maioli, Ad di Cariparma.

"Non si può escludere, tuttavia, che il nome vero debba ancora uscire", dice una fonte aggiungendo che invece le chances di scelte interne sono molto basse.

In ragione del suo ruolo di traghettatore in questa fase di vacatio, la posizione del presidente Giuseppe Vita non è al momento in discussione. Tuttavia, osserva una delle fonti, si parlerà di questa posizione una volta che il nuovo Ceo si sarà insediato e avrà definito in grandi linee la nuova strategia della banca.   Continua...