Acsm-Agam, ipotesi conflitto interesse delibera su no a vendita 8% ad A2A

mercoledì 18 maggio 2016 15:40
 

MILANO, 18 maggio (Reuters) - Rischia di finire a carte bollate la seduta del 21 aprile scorso, che ha visto il consiglio comunale di Como bocciare la delibera che prevedeva la vendita dell'8,25% del capitale di Acsm-Agam ad A2A .

Il voto favorevole avrebbe aperto di fatto la strada a un'offerta pubblica di acquisto da parte della superutility lombarda.

Il segretario generale del comune lariano, Tommaso Stufano, ha inviato a Procura, Autorità Anticorruzione (Anac) e Prefettura una segnalazione perché due consiglieri di maggioranza e uno di minoranza, che hanno votato contro la delibera, detenevano azioni della utility di Como e Monza e di A2A al momento del voto in aula. Come riportano alcuni quotidiani locali, ci sarebbero i presupposti di un conflitto di interesse in capo ai tre consiglieri. L'obiettivo è quello di arrivare a un annullamento della delibera.

"Si tratta di un un atto dovuto che il segretario era tenuto a fare in qualità di responsabile della trasparenza, ma questo non può certo rettificare quanto deciso con il voto finito in parità né ha alcun riflesso sulla delibera. Ne occorre un'altra, ma a oggi non c'è nulla", sottolinea a Reuters l'assessore alle partecipate del comune, Savina Marelli.

Il voto sulla proposta ha avuto 16 voti favorevoli e altrettanti contrari in consiglio comunale. A pesare sono stati i cinque 'no' all'interno del centrosinistra alla delibera, che per passare avrebbe avuto bisogno della maggioranza.

Secondo l'assessore Marelli, "nel caso in cui si dovesse arrivare a una nuova delibera, questi consiglieri hanno la possibilità di rimuovere a monte il conflitto, vendendo le azioni. Comunque, affinché si arrivi a una nuova delibera, occorre il consenso del consiglio comunale qualora si riconoscono le esigenze per procedere".

Una fonte vicina al consiglio comunale sottolinea che con questo esposto si è di fatto creato un muro, difficilmente superabile con un'altra delibera che si trasformerebbe in un voto di fiducia verso il sindaco di centrosinistra, Mario Lucini.

Oggi il comune di Como detiene il 24,8% del capitale della utility lariana mentre il comune di Monza il 27,1% e A2A il 23,9%.

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