BORSE ASIA-PACIFICO in calo, pesano attese aumento tassi Fed

mercoledì 18 maggio 2016 08:50
 

18 maggio (Reuters) - 
 INDICE                      ORE  8,37    VAR %    CHIUS. 2015
 ASIA-PAC.                   398,98       -1,14    411,31
 TOKYO                       16.644,69    -0,05    19.033,71
 HONG KONG                   19.782,21    -1,67    21.914,40
 SINGAPORE                   2.774,67     -0,23    2.882,73
 TAIWAN                      8.159,68     0,24     8.114,26
 SEUL                        1.956,73     -0,58    1.800,75
 SHANGHAI COMP               2.791,02     -1,85    2.850,71
 SYDNEY                      5.356,20     -0,74    5.295,86
 MUMBAI                      25.535,13    -0,93    26.117,54
 
    Le borse asiatiche sono oggi in netto calo sull'onda
dell'accelerazione dell'inflazione negli Stati Uniti e di alcune
dichiarazioni da parte di esponenti della Federal Reserve che
lasciano presagire la possibilità di un rialzo dei tassi
d'interesse fin da giugno.
    L'indice azionario regionale, che non
comprende Tokyo perde oltre l'1,1%. La borsa giapponese ha
chiuso in calo frazionale, dopo che il rafforzamento dello yen
sul dollaro ha ribaltato l'andamento positivo.
    L'economia giapponese è cresciuta dell'1,7% annualizzato nel
primo trimestre del 2016, il dato migliore da un anno, sostenuto
in parte dall'aumento dei consumi legato all'anno bisestile e
quindi al giorno aggiuntivo di febbraio.
    "Lo yen si è rafforzato un po' perché la crescita è stata
più forte delle attese", dice Ayako Sera, market strategist di
Sumitomo Trust and Banking. "Ma, a guardare ai dettagli, ci sono
ancora alcune aree di preoccupazione, tra cui le spese in conto
capitale".
     Ieri, i prezzi al consumo Usa di aprile hanno registrato il
maggior rialzo in oltre tre anni, indicando una possibile
ripresa dell'inflazione che darebbe alla Fed motivo per il
rialzo dei tassi d'interesse. Ieri sera due esponenti della
Federal Reserve hanno detto che l'istituto centrale Usa potrebbe
ancora mettere in atto due o tre rialzi dei tassi di interesse
nel corso del 2016, lasciando così la porta aperta a un primo
intervento in tempi brevi. 
    Intanto sono in rialzo i prezzi petroliferi con il future
sul greggio Usa che guadagna lo 0,3% a 48,45 dollari Usa
e il Brent che avanza dello 0,2%, a 49,40 dollari,
vicino al massimo da sei mezi e mezzo toccato ieri, e oltre
l'80% in rialzo rispetto al minimo da 12 anni toccato a gennaio
(27,10 dollari al barile).
    L'indice cinese CSI 300 perde oltre l'1%, SHANGHAI
e HONG KONG perdono entrambi, la prima l'1,6%, la seconda
l'1,8%. Il sentiment sui mercati cinesi è debole, negli ultimi
mesi, a causa dei timori sull'effettiva ripresa del'economia e
sulla possibilità di nuovi stimoli decisi dal governo di
Pechino, vista l'aumento delle sofferenze bancarie. Un rapporto
di BofA Merrill Lynch Global Research indica inoltre che a
maggio le attese di crescita della Cina da parte degli
investitori sono calate nettamente, col 50% degli intervistati
che ora si attendono un indebolimento, rispetto al 22% di
aprile.
    Prada perde l'1,3%.
    TAIWAN in controtendenza guadagna oltre lo 0,2%, dopo aver
registrato un calo a inizio seduta.
    SYDNEY ha chiuso a -0,74%, prima seduta negativa
dopo una serie positiva di tre. Pesanti i titoli finanziari,
mentre sale il settore delle commodity, guidato da BHP Billiton
 e Origin Energy.
    SEUL tocca i minimi da 10 settimane, con la moneta
locale, il won, al livello più basso da metà marzo sul dollaro.
    
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