PUNTO 2-UniCredit, netto trim1 sopra attese, non ha bisogno di aumento capitale

martedì 10 maggio 2016 18:00
 

(Aggiunge altri dettagli)

MILANO, 10 maggio (Reuters) - UniCredit archivia il primo trimestre con utili sopra le attese ma non riesce a convincere il mercato sulla bontà della propria posizione patrimoniale nonostante la nuova smentita sulla necessità di un aumento di capitale e la promessa di centrare gli obiettivi dichiarati nel piano industriale.

La banca guidata da Federico Ghizzoni ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 406 milioni di euro, in calo del 21% rispetto a un anno prima ma sopra il consensus riportato dal sito web della banca con 20 analisti di 379 milioni.

Il dato risente, tra le altre cose, di maggiori costi di ristrutturazione in Austria per 204 milioni ante imposte legati alla nuova legge del Paese sul trasferimento delle obbligazioni pensionistiche del gruppo al sistema nazionale, spiega una nota.

Il Cet1 fully loaded pro forma è stabile al 10,85%, mentre quello transitional scende di 23 punti base al 10,50% contro il minimo fissato dalla Bce al 10%. Nel dato non sono inclusi i 25 punti base dell'operazione di joint-venture su Pioneer che si dovrebbe chiudere entro l'anno. I contributi al fondo Atlante, invece, stimati oggi in 840 milioni circa, di cui 300 milioni già versati, avranno un impatto negativo di 16 punti base (19 in caso di dotazione del fondo di 6 miliardi).

"La base patrimoniale sotto pressione resta il principale punto debole e può penalizzare il titolo", commenta un trader in linea con diversi report di analisti. UniCredit ha chiuso in calo dell'1,47% ma è arrivato a perdere quasi il 3% in seduta in un contesto bancario europeo ben comprato.

"Sappiamo che dobbiamo crescere come capitale, lo abbiamo messo anche nel piano con un target di almeno 11,5% al 2018. La possibilità di arrivarci è concreta, non vediamo la necessità di rafforzare il capitale tramite aumento", ha spiegato il Ceo Ghizzoni. "E' chiaro che il mercato non sa essere paziente ma si può rassicurare man mano che il capitale si muoverà verso l'obiettivo indicato".

E sulle nuove voci di una sua sostituzione, Ghizzoni si è limitato a dichiararsi "tranquillo e focalizzato sull'attività della banca". "Queste decisioni spettano agli azionisti e al Cda e non mi sembra ci siano state finora", ha poi detto.

I crediti deteriorati lordi sono scesi a 79 miliardi (-5,1% su anno e -0,9% su trimestre), mentre le sofferenze lorde salgono a 52 miliardi (+1,8% su trimestre e +1,2% su anno) con tassi di copertura rispettivamente al 51,7% e al 61,2%. Nel periodo sono state effettuate rettifiche su crediti per 755 milioni con un calo annuo del 23%.   Continua...