Italia, asset quality banche problema acuto per economia -Angeloni (Bce)

martedì 3 maggio 2016 16:10
 

ROMA, 3 maggio (Reuters) - I non performing loans delle banche italiane a fine 2015 ammontavano a 360 miliardi, di cui 274 miliardi da banche significative, secondo dati Bce, presentati in un'audizione in Senato di Ignazio Angeloni, membro del Consiglio di Vigilanza della Bce.

"Per l'economia italiana la qualità degli attivi bancari è al momento uno dei problemi principali", ha detto Angeloni.

I 360 miliardi di NPL sono pari a circa il 18% degli impieghi complessivi a giugno 2015, rispetto al 16,8% di un anno prima. "In termini nominali, il volume degli NPL in Italia è di gran lunga il più elevato fra i paesi dell'area dell'euro".

Le banche italiane a fine 2015 avevano accantonamenti pari al 45,6% degli NPL, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto all'anno precedente.

Il Texas ratio, che mette in relazione gli NPL con le riserve destinate ad assorbire le perdite, "è in media quasi il doppio in Italia rispetto all'area dell'euro", ha detto Angeloni.

Il fatto che questi prestiti siano in parte coperti da garanzie, rappresenta un margine di sicurezza "solo se le garanzie possono essere realizzate e liquidate in tempi rapidi, e questo avviene molto meno in Italia che in altri paesi europei", ha osservato il rappresentante di Bce.

In Italia l'incidenza degli NPL è maggiore per le banche caratterizzate da una struttura cooperativa (quota degli NPL pari al 20,3%) rispetto al resto degli intermediari (15,5%; i dati si riferiscono alle banche significative). Per il resto dell'area dell'euro vale l'opposto: 5,2% contro il 7,7%.

Pur non volendo generalizzare, Angeloni invita a riflettere "sul fatto che il radicamento locale e regionale delle banche cooperative può, in alcuni casi, disattendere le sue promesse e divenire invece un fattore di rischio".

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