21 aprile 2016 / 14:27 / un anno fa

Pop Vicenza, Atlante sottoscriverà aumento anche senza Borsa, al via offerta

* Soci aderenti diluiti del 54,6%

* Senza aumento capitale non si possono escludere misure risoluzione

* Raccolta inizio marzo risente di flessione volumi

di Andrea Mandalà e Gianluca Semeraro

MILANO, 21 aprile (Reuters) - In attesa del via libera di Borsa Italiana allo sbarco di Popolare Vicenza sul listino, il fondo Atlante amplia la sua rete di protezione includendo lo scenario più drammatico, che l'istituto vicentino resti cioè una società non quotata.

Dal documento di offerta emergono nel frattempo dettagli sull'andamento dell'istituto, in particolare sulla situazione della liquidità e dei potenziali ingenti risarcimenti cui la banca potrebbe dover far fronte nei prossimi anni.

L'operazione si preannuncia difficile e porta Atlante a proporre "di estendere il proprio impegno di sottoscrizione in caso di mancata ammissione alle negoziazioni delle azioni ordinarie sul Mta e il conseguente venir meno dell'offerta".

La scommessa è che nel periodo di offerta, partita oggi e che si concluderà fra una settimana (salvo proroghe o chiusure anticipate) ci sia una diffusione delle azioni adeguata per garantire le negoziazioni in borsa. Il flottante dovrebbe essere almeno al 25% ma Borsa Italiana potrebbe accendere il semaforo verde anche sotto tale soglia.

La reazione tiepida in fase di premarkerting ha tuttavia posto il serio rischio che Atlante, intervenuta al posto di UniCredit nel garantire l'aumento fino a 1,5 miliardi, possa ritrovarsi in pancia anche più del 75% del capitale.

Come reso noto ieri se Atlante interverrà lo farà al minimo della forchetta di 0,10 euro, valore che diventa a questo punto il probabile prezzo dell'operazione. A questo livello saranno offerte 15 miliardi di azioni, pari al 99,3% del capitale sociale di Pop Vicenza post Ipo.

RISCHI DI ACCANTONAMENTI PER CONTENZIOSI LEGALI

Intanto la Consob ha dato il via libera alla pubblicazione del prospetto sull'offerta. Un corposo volume di circa 950 pagine dove spicca in primo luogo, tra i fattori di rischio, l'avvertenza, peraltro non nuova, che senza l'aumento di capitale "non è possibile escludere che l'emittente sia sottoposto a misure di risoluzione da parte del Single Resolution Board" in quanto "potrebbe non disporre di flussi finanziari sufficienti per le esigenze connesse allo svolgimento della propria attività".

Le note vicende della Vicenza, legate principalmente agli acquisti da parte dei soci di azioni a un prezzo ritenuto eccessivo o non correttamente determinato e legati ai finanziamenti concessi dalla banca, aprono la strada a un forte rischio di contenziosi che potrebbero determinare la necessità di ulteriori accantonamenti.

A fine marzo i reclami presentati dalla clientela riguardo il collocamento e l'operatività di azioni proprie comportano richieste di risarcimento per circa 1 miliardo. A cui si aggiungono altri 650 milioni circa legati a procedimenti giudiziari in corso riguardanti l'attività ordinaria della banca.

RACCOLTA SCENDE A MARZO, LIQUIDITA' MIGLIORA

Riguardo agli ultimi dati gestionali il prospetto evidenzia a febbraio una riduzione del 2,6% degli impieghi sia rispetto alla fine del 2015 sia rispetto alle previsioni di budget. La raccolta diretta è stabile sui valori di fine 2015 (-0,1%) e in lieve calo rispetto alle stime (-0,7%).

La raccolta diretta a inizio marzo "ha risentito di una flessione dei volumi connessa con la situazione complessiva dell'emittente", mentre i ricavi dei primi due mesi del'anno evidenziano una flessione rispetto all'ultimo trimestre del 2015 e alle stime di budget (-5,4% rispetto al budget).

In questa situazione Pop Vicenza ha dovuto fare un massiccio ricorso a operazioni di funding "alcune delle quali connotate dal carattere eccezionale nonché da particolare onerosità per la banca", potendo in questo modo riportare i coefficienti di liquidità sopra il minimo regolamentare. Alcune operazioni sono state fatte con le stesse banche che curano il collocamento.

OFFERTA PER 75% A ISTITUZIONALI, 25% SOCI E RETAIL

L'offerta globale si compone di una parte (1,125 miliardi) pari al 75% dell'offerta rivolta a investitori istituzionali in Italia e all'estero, e il restante 25% (375 milioni) agli azionisti e al retail in Italia

E' previsto un meccanismo di 'claw back' secondo il quale è possibile riallocare a favore di una tranche le azioni non collocate nelle altre e un'opzione di sovrallocazione da 150 milioni nell'ambito del collocamento istuzionale, oltre ad un centinaio di milioni come strumenti di incentivi e fidelizzazione.

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