8 aprile 2016 / 19:02 / un anno fa

SINTESI-Mediaset-Vivendi accordo con swap azioni e cessione Premium

* Analisti vedono accordo come primo passo per disegno più ampio

* Pier Silvio Berlusconi smentisce uscita famiglia da media

* Non è previsto scambio consiglieri nei due Cda.

* Lock up di tre anni sulle azioni, Vivendi non potrà superare 5% (Accorpa pezzi, dettagli, background)

di Giancarlo Navach e Giulia Segreti

COLOGNO MONZESE/MILANO, 8 aprile (Reuters) - L'atteso accordo tra Mediaset e Vivendi prevede uno scambio azionario pari al 3,5% tra i due gruppi media e la cessione di Premium, pay-Tv del Biscione, ai francesi. Non c'è, invece, la presenza reciproca nei Cda delle due aziende, ma non è da escludere in futuro.

Nascerà una nuova major europea per la creazione dei contenuti, ma anche una piattaforma paneuropea di streaming di contenuti on demand.

L'ufficializzazione è arrivata dopo le anticipazioni di diverse fonti e lunghe trattative tra Vincent Bolloré, principale azionista di Vivendi e la famiglia Berlusconi. "Le trattative sono partite da me", ha tenuto a precisare Pier Silvio Berlusconi, Ceo del Biscione. Quanto al ruolo svolto dal padre, "lui ha visto Bolloré un paio di volte nell'ultimo anno, ma è un rapporto che va avanti da anni".

Pier Silvio e il figlio di Bolloré Yannick si sono anche recentemente incontrati a Cologno, dice una fonte; anche Tarak Ben Ammar ha avuto fino all'ultimo un ruolo importante e si è mosso anche oggi fra i vari studi legali coinvolti nel negoziato.

Lo scambio sembra aprire nuovi scenari per il futuro del gruppo della famiglia Berlusconi, come ipotizzano alcuni broker, anche se il numero uno di Mediaset ha decisamente negato che si tratti di un primo passo verso un disimpegno: "La risposta è assolutamente no. Tutt'altro, c'è la volontà e, lo dico con convinzione totale, di investire e di spingere, come lo dimostrano gli investimenti nelle radio e nei libri. E' un primo passo verso un'apertura più europea".

BERLUSCONI: VALUTAZIONE PREMIUM NON E' IMPORTANTE

Nel dettaglio è prevista la cessione da Mediaset a Vivendi di azioni proprie Mediaset già esistenti pari al 3,50% del capitale della società di Cologno, a fronte della cessione da Vivendi a Mediaset di azioni proprie pari allo 0,54% del capitale di Vivendi; e contemporaneamente la cessione da Rti a Vivendi del 100% di Mediaset Premium a fronte della cessione da Vivendi a Rti di azioni proprie pari al 2,96% del capitale di Vivendi. Anche Telefonica cederà il suo 11%.

Dopo il closing dell'operazione, in autunno, è previsto un lock up sulle azioni di tre anni nei quali i francesi non potranno andare oltre il 5% del capitale dell'azienda di Cologno.

"Il valore di Premium passa in secondo piano e lo spirito che è fondamentale", ha rilevato Berlusconi commentando l'accordo con i giornalisti.

Premium è per ora una società in perdita ed è vista a breakeven solo dal 2017. Ha chiuso il 2015 con un rosso di 83,9 milioni su 641 milioni di ricavi; negativo anche il risultato operativo (-114,8 milioni). I clienti a fine dicembre erano 2,01 milioni.

Il grosso del suo valore sta nei diritti Tv sul calcio: dopo quella che si sta per chiudere, ha davanti a sé ancora due stagioni in esclusiva della Champions League per l'Italia pagate a caro prezzo (circa 700 milioni), che si affiancano ai diritti non esclusivi, sempre fino al 2018, delle principali squadre della Serie A.

BERLUSCONI: "ABBIAMO SCARTATA OFFERTA DEL CONCORRENTE"

"Avevamo avuto offerte anche dal concorrente satellitare di Premium, chiaramente in termini di opportunità strategica e di mercato questa è un'opzione che abbiamo ritenuto molto, ma molto migliore. Restiamo in gioco sulla pay, restiamo produttori ed editori dei canali non calcio non solo in Italia e saremo coinvolti nella pay anche nell'ottv (over the top television)", ha evidenziato Berlusconi.

Secondo Carlo Alberto Carnevale, professore di Strategia presso lo Sda Bocconi, "l'accordo è razionale e da un punto di vista temporale opportuno, serve anche a Vivendi per chiarire meglio il propria posizione in Telecom". Il docente sottolinea che "a parte i rapporti personali fra le due famiglie, Bolloré e Berlusconi, è arrivato il momento a livello europeo di consolidare il potere negoziale dei grandi media nel mercato di acquisto dei diritti, come ha già fatto Sky, nello sport e nel calcio che sono i più costosi e i più rischiosi".

Vivendi, proprietaria tra l'altro della pay Tv francese Canal Plus e del 24,9% di Telecom Italia, ha sempre detto di voler investire in contenuti nel Sud Europa e lo stesso AD, Arnaud de Puyfontaine ha oggi sottolineato: "Questo investimento dimostra una volta di più il nostro impegno e i nostri stretti legami con l'Italia: la conferma della nostra strategia, sempre dichiarata, di creare un gruppo paneuropeo leader nel settore media e nella produzione di contenuti".

(Claudia Cristoferi, Elvira Pollina, Gwénaëlle Barzic)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below