30 marzo 2016 / 12:23 / un anno fa

Renzi prepara confronto con Ue su rimborso risparmiatori banche salvate

* Renzi punta sul rimborso generalizzato - fonte governativa

* Ue può contestare la violazione del ‘bail-in’

* Bankitalia apre a oneri a carico acquirenti 4 banche-comitato

di Giuseppe Fonte

ROMA, 30 marzo (Reuters) - Matteo Renzi sembra pronto ad aprire un nuovo fronte con la Commissione europea per rimborsare i risparmiatori di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti, i quattro istituti salvati lo scorso autunno applicando per la prima volta in Italia le nuove e più dure regole comunitarie sui salvataggi bancari.

La cosiddetta procedura di risoluzione ha comportato l‘azzeramento di obbligazioni subordinate per 768 milioni, 430 dei quali in mano a 12.500 clienti retail, nella quasi totalità piccoli risparmiatori.

Entro oggi l‘esecutivo italiano avrebbe dovuto emanare i due decreti necessari a ripartire i 100 milioni stanziati a bilancio attraverso il Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), partecipato da tutte le banche italiane.

Ma distinguere tra chi è stato truffato e chi si è assunto consapevolmente un rischio si è rivelato più difficile del previsto. E il premier, che a giugno deve affrontare il difficile appuntamento delle elezioni amministrative, ha deciso di cambiare strategia, secondo quanto riferisce una fonte governativa.

Ora il governo punta sul rimborso generalizzato, operazione che potrebbe violare il principio cardine del ‘bail-in’, e cioè l‘obbligo di svalutare azioni, obbligazioni più rischiose e depositi sopra i 100.000 euro in caso di salvataggi bancari.

Per evitare censure dall‘Europa l‘esecutivo punta ad un ulteriore contributo del sistema bancario, quindi privato e non pubblico, aggiunge la fonte.

INCONTRO IN BANCA D‘ITALIA

Secondo il comitato “vittime del decreto salva banche” dovrebbero essere gli acquirenti dei quattro istituti a farsi carico dell‘operazione.

La proposta sembra aver ricevuto oggi il via libera della Banca d‘Italia, il cui direttore dell‘Unità di risoluzione Stefano De Polis ha ricevuto oggi i rappresentanti del comitato.

“De Polis dice che la nostra soluzione potrebbe essere percorribile e ci conferma che se ci sono contributi volontari non si viola il bail-in”, ha detto Alvise Aguti, consulente dell‘associazione, al termine dell‘incontro in Bankitalia.

In caso di adesione gli acquirenti delle quattro banche in risoluzione avrebbero due vantaggi: mettersi al riparo da contenziosi e scaricare sull‘Erario il costo dell‘operazione, attivando l‘agevolazione prevista dall‘articolo 14 del decreto sulle banche di credito cooperativo.

“È stato un colloquio abbastanza proficuo. L‘ipotesi che i nuovi acquirenti si facciano carico dei rimborsi servirebbe a rinsaldare la fiducia dei risparmiatori e il territorio”, ha detto Letizia Giorgianni, rappresentante del comitato.

Bisogna però vedere cosa dirà la Commissione europea, con la quale il Tesoro sta già negoziando un rinvio a settembre dal 30 aprile del termine per la cessione delle 4 banche.

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