24 marzo 2016 / 17:37 / un anno fa

SINTESI-Banco Popolare/Bpm, gruppo solido con aumento apre stagione nozze bancarie

* Terzo gruppo bancario italiano con 6,5 mld di capitalizzazione

* Priorità forte incremento coverage Npl

* Piano e statuto a Bce entro fine aprile, 90 giorni per via libera definitivo

di Andrea Mandala'

MILANO, 24 marzo (Reuters) - Il terzo polo bancario italiano che nascerà dalla fusione tra Banco Popolare e Bpm sarà fin dai suoi primi passi un gruppo solido, con una forte copertura dei crediti deteriorati coerentemente al suo ruolo nel panorama bancario italiano ed europeo.

Sarà anche aggregante anche se al momento non è all'orizzonte una nuova operazione di integrazione.

E' cosi che i vertici delle due banche hanno presentato quella che è la prima operazione di fusione tra le popolari dopo la riforma voluta dal governo Renzi, ma anche banco di prova per la Vigilanza europea alla prima esperienza di regolatore per le aggregazioni bancarie.

"Un'operazione complicata, resa ancora più difficile da vari ostacoli che non attendevamo ma che hanno dato vita a un risultato che è il migliore in assoluto", ha detto Giuseppe Castagna, consigliere delegato di Bpm e futuro AD della nuova banca.

Nel duro confronto con la Bce, che ha chiesto che la banca dovesse avere sin dall'inizio una forte posizione in termini di capitale e qualità degli asset, "non ha vinto e non ha perso nessuno perchè quando ci si trova davanti alla terza banca a livello nazionale vuol dire che abbiamo vinto tutti", ha detto Pier Francesco Saviotti, AD del Banco Popolare.

Il numero uno del gruppo veronese già da tempo aveva definito un'aggregazione con la Bpm "un sogno" ma di fronte alle richieste delle Bce ha dovuto ingoiare il boccone amaro di un aumento di capitale da 1 miliardo da concludersi prima della fusione e dunque entro fine ottobre.

Una richiesta, "eccessiva" e in prima analisi ingiustificata anche alla luce dei molteplici esami della Bce superati a pieno titolo dalla banca veronese, come ha tenuto a sottolineare il banchiere, ma che l'istituto ha dovuto soddisfare per non perdere l'opportunità di fondersi con la banca milanese.

"Le autorità vigliono che la banca si presenti al mercato nel miglior modo possibile. La vogliono alta, bionda, con gli occhi azzurri, bella e ricca. Abbiamo pensato ad una soluzione che potesse essere utile per il Banco, per la Bpm e per il paese", ha aggiunto Saviotti che con questa operazione intende chiudere la sua carriera (pur rimanendo per un triennio presidente del comitato esecutivo).

OPZIONI APERTE SU MODALITA' AUMENTO, PRIORITA' COVERAGE

Per il rafforzamento patrimoniale da un miliardo, interamente con emissioni di azioni, il Banco Popolare non ha ancora deciso la ripartizione tra le varie modalità ovvero la quota in opzione e quella che potrà essere collocato in modo riservato e/o mediante emissione di convertendi.

"Sarà un mix". E, se si prevede che una parte sia senza diritto di opzione, "vuol dire che qualcuno c'è, ma è presto per dare delle chiare indicazioni" ha risposto Saviotti a chi gli chiedeva se ci fossero già contatti con alcuni investori.

L'aumento di capitale (garantito da Mediobanca e BofA Merrill Lynch), sarà essenzialmente utilizzato per aumentare le coperture sui crediti deterioriati, vera priorità del nuovo gruppo che a livello combinato parte da circa 27 miliardi di deteriorati lordi.

A livello pro-forma l'indice di copertura dei crediti deteriorati sarà pari al 43,8% e quello sulle solo sofferenze al 57,2%, superiori al primo competitor, hanno sottolineato i vertici. La nuova banca ha un piano di riduzione di Npl fino a 10 miliardi lavorando su recuperi e cessioni, e in quest'ultimo caso non intende svendere i crediti visti i livelli di copertura già elevati che raggiungerà.

A livello di coefficienti patrimoniali il CET1 post aumento fully loaded è pro-forma pari al 13,6% mentre, considerando anche il rafforzamento delle coperture, è al 12,3%. Il dato non tiene conto dei benefici attesi dalla validazione dei modelli interni di Bpm che sono stimati in 150 bp.

NON PREVISTE CESSIONI DI ASSET, LICENZIAMENTI PERSONALE

Il business plan completo, che sarà mandato alla Bce entro fine aprile, non prevede cessioni di fabbriche prodotto. Se fossero necessarie, eventuali operazioni di valorizzazione saranno valutate "solo a valle del piano" ha detto Castagna.

I due manager hanno inoltre assicurato che non ci saranno tagli di personale. Le eventuali uscite saranno volontarie facendo ricorso ai fondi di solidarietà.

Nel piano saranno indicati numeri più precisi, ha specificato Castagna, "ma dal livello di sinergie che abbiamo indicato è evidente che non si tratta di numeri particolarmente rilevanti". A livello congiunto il nuovo gruppo ha circa 2.500 filiali e oltre 25.000 dipendenti.

Nel pomeriggio è previsto un incontro con i sindacati.

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