A2A, closing su Lgh entro maggio, non teme soci Cogeme, apre ad Acsm-Agam

lunedì 21 marzo 2016 13:29
 

BRESCIA, 21 marzo (Reuters) - Il closing dell'acquisizione del 51% di Linea group da parte di A2A è atteso entro fine maggio, mentre non sembrano preoccupare i vertici della superutility lombarda le fibrillazioni in capo ai soci di Cogeme, uno dei principali azionisti di Lgh, che contestano il via libera dato all'operazione da parte del Cda.

"Siamo partiti settimama scorsa con i tavoli di lavoro per un piano industriale condiviso. La prospettiva è di arrivare al closing definitivo entro 90 giorni dalla sottoscrizione del contratto a fine maggio per poi partire con l'operazione", ha spiegato il presidente, Giovanni Valotti, a margine della presentazione di A2A smart city.

Ai primi di marzo tutti i soci di Lgh hanno accettato l'offerta di A2A per un corrispettivo di 113 milioni, il 10% in meno rispetto ai 125 offerti all'inizio della trattativa.

"Nulla è cambiato fra la proposta vincolante e il contratto: c'era una comunicazione di correzione del prezzo che poteva realizzarsi solo alla firma del contratto e che la posizione finanziaria netta di Lgh sarebbe stata calcolata nel giorno della firma del contratto", argomenta Valotti. "Si tratta di correzioni tecniche che hanno determinato una variazione di valore che corrisponde al cambiamento di valore dell'azienda, non c'è stata un'altra negoziazione sul prezzo", ha aggiunto.

Sulla contrarietà di Rovato a ricevere meno rispetto a quanto iptizzato nel corso del negoziato con A2A, il presidente Valotti dice "che il contratto siglato riprende puntualmente la proposta vincolante approvata da tutti i soci di Lgh e anche dalla stragrande maggioranza dei soci di Cogeme con più dell'80%".

Infine, in merito alla possibilità di estendere l'interesse di A2A anche verso Acsm-Agam, controllata dai comuni di Monza e Como e di cui la utility lombarda detiene già il 24% circa del capitale, secondo Valotti le aziende convinte della "bontà di questo modello sono benvenute al nostro tavolo per discuterne. Comprese Monza e Como, ma non solo loro".

(Giancarlo Navach)

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