Bpm-Banco Popolare, entro 22 marzo consigli decisivi per progetto fusione

venerdì 18 marzo 2016 09:41
 

MILANO, 18 marzo (Reuters) - Banca Popolare di Milano e Banco Popolare confermano, su richiesta della Consob, di aver ricevuto mercoledì dalla Bce una comunicazione sulla potenziale operazione di fusione tra i due istituti e si impegnano a convocare i rispettivi consigli quanto prima, e comunque non oltre martedì 22 marzo.

Nella comunicazione la banca centrale europea richiede tra le altre cose alle parti di trasmettere entro un mese un piano industriale pluriennale nonché una bozza dello statuto della società post-fusione.

La Bce evidenzia che, qualora fosse realizzata l'operazione, la società risultante dalla fusione, che diverrebbe la terza banca del paese, coerentemente con il ruolo che andrebbe a coprire nel mercato italiano dovrebbe avere sin dall'inizio una forte posizione in termini di capitale e qualità degli asset, anche per il tramite di appropriate 'capital action'.

La Bce non scende in dettagli, ma per le due banche la scelta sembrerebbe ristretta a dismissioni o un aumento di capitale, ipotesi entrambe non gradite.

In relazione alla governance, Francoforte indica che il soggetto risultante dall'eventuale aggregazione dovrebbe tener conto delle migliori prassi "volte ad assicurare una governance chiara ed efficiente, in particolare in relazione al funzionamento degli organi sociali (assemblea, consiglio di amministrazione e comitato esecutivo)".

Inoltre, nell'ambito della potenziale operazione, "non potrà essere previsto il rilascio di nuove licenze bancarie in relazione a soggetti diversi da quello risultante dalla potenziale operazione di aggregazione". Il riferimento è alla supposta costituzione di una Bpm spa autonoma nell'ambito della fusione. La Bce di fatto si oppone alla concessione di una licenza bancaria a una società costituita ex novo mentre, secondo una fonte vicina alla situazione, non dovrebbero esserci problemi per l'utilizzo allo scopo di una società già esistente in uno dei due gruppi.

I due istituti sono da tempo in trattative per una fusione, operazione vista dal mercato come un benchmark per l'atteso processo di consolidamento del settore bancario italiano, ma anche per la vigilanza unica, per la prima volta alle prese con un merger tra due banche di dimensioni rilevanti.

Le stringenti richieste regolamentari della Bce, secondo alcune fonti senza margine di mediazione, stanno però frenando un rapido sviluppo dell'operazione.

L'allungamento dei tempi, insieme alla attesa di un riscontro da parte di Francoforte, nelle ultime sedute ha penalizzato i due titoli in borsa, con una flessione più pronunciata per Banco Popolare che sarebbe la più penalizzata dall'eventuale fallimento del matrimonio, in quanto evidenzia maggiori criticità sul fronte della qualità del credito.

Poco dopo l'apertura a Piazza Affari Banco Popolare, che da inizio anno ha lasciato sul terreno quasi il 50%, perde 1,35% a 6,59 euro, sopra i minimi, mentre Bpm (-29% da inizio 2016) arretra di 0,75%.

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