Banco Popolare-Bpm, titoli in calo su crescenti timori fusione

mercoledì 16 marzo 2016 13:50
 

MILANO, 16 marzo (Reuters) - In un settore bancario debole Pop Milano e Banco Popolare sono in calo per la seconda seduta consecutiva, appesantite da crescenti incertezze sulla operazione di fusione alimentate dall'allungamento dei tempi attesi.

Dopo diversi mesi di trattative il previsto merger, atteso dal mercato come la prima operazione M&A nel settore delle banche popolari dopo la riforma, non riesce a decollare per il mancato via libera, anche se informale, della Bce che pone paletti stringenti relativi alla gestione delle sofferenze e alla governance.

Nelle sale operative, all'interno di uno scenario prevalente che vede un raggiungimento dell'operazione coerentemente con la logica delle integrazioni bancarie, si insinua sempre più il timore che il deal possa naufragare, evento che penalizzerebbe tutto il settore del credito.

Alle 13,40 circa il titolo Banco Popolare è in calo del 2,9% circa a 7,81 euro, mentre Bpm perde il 2,2% a 0,69 euro. I volumi sono sotto la media.

L'indice FTSE All Share delle banche italiane, appesantito anche dai cali dei big Intesa Sanpaol6o (-2%) e UniCredit (-1,4%) arretra dell'1,75% trascinando al ribasso tutta Piazza Affari.

"Ad oggi l'idea prevalente è stata che la fusione dovesse andare comunque in porto, ma l'allungarsi dei tempi complica tutta l'operazione", commenta un trader secondo cui tutto il comparto bancario soffre oggi per le incertezze attorno alla fusione tra le due popolari.

"Girano tanti rumor sui problemi legati alla gestione delle sofferenze e alla necessità di un aumento di capitale. Diversi elementi che fanno ritenere che non ci siano i presupposti per chiudere la fusione", aggiunge un altro trader.

Anche quest'ultimo operatore sottolinea i potenziali riflessi negativi dell'eventuale fallimento dell'operazione per tutto il settore bancario italiano.

"Non sarebbe certo una bella notizia per il comparto. Significa che c'è uno scoglio sofferenze che pesa sul futuro consolidamento del settore, quindi ostacoli per il raggiungimento di standard di efficienza per le banche italiane che sono ancora troppo piccole", dice.   Continua...