Appello Mediatrade,chiesta condanna Pier Silvio Berlusconi, Confalonieri e altri

martedì 8 marzo 2016 15:13
 

MILANO, 8 marzo (Reuters) - Il pm Fabio De Pasquale, applicato come sostituto procuratore generale al processo d'appello per la vicenda Mediatrade, al termine della sua requisitoria ha chiesto la condanna di tutti gli imputati, fra i quali l'AD di Mediaset Pier Silvio Berlusconi e il presidente Fedele Confalonieri.

In particolare, ha chiesto la condanna a tre anni e due mesi per il figlio dell'ex premier, a tre anni e quattro mesi per Confalonieri, a tre anni e otto mesi per il finanziere Frank Agrama e condanne fra i tre e i cinque anni per tre ex manager del gruppo e per due cittadine cinesi.

L'8 luglio 2014, al termine del processo di primo grado, il Tribunale di Milano aveva in parte prescritto e in parte assolto tutti gli imputati. La procura di Milano aveva impugnato la sentenza ricorrendo in appello. Silvio Berlusconi, inizialmente coinvolto nell'inchiesta, era stato poi prosciolto definitivamente in fase di udienza preliminare.

Il pm De Pasquale, nella sua requisitoria, a proposito di Pier Silvio ha detto in aula: "E' il figlio di Silvio Berlusconi ed è ai vertici della società, c'è un sistema di frode fiscale che va avanti da 20 anni, lui non riesce a resistere e accetta l'andazzo. Da parte sua c'è una volontaria cecità". E sul presidente di Mediaset: "La frode non sta in piedi senza Confalonieri".

Al centro del procedimento c'è una presunta frode fiscale relativa al consolidato del gruppo. La procura ipotizzava che Agrama acquistasse i diritti dalle major americane, li rivendesse a Fininvest e poi a Mediaset a prezzi gonfiati, e infine versasse gran parte del surplus delle vendita gonfiata in conti esteri nella disponibilità di manager Mediaset.

Sia gli imputati che la società si sono sempre dichiarati estranei alle accuse, sostenendo che non sia ravvisabile alcun reato.

Nelle prossime udienze toccherà alle arringhe delle difese.

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