2 ottobre 2015 / 14:32 / 2 anni fa

PUNTO 3-Saipem Algeria, prosciolti Eni e Scaroni, rinviati a giudizio Saipem e altri

(aggiorna con nota Eni, precisa tipo di proscioglimento)

MILANO, 2 ottobre (Reuters) - Il gup di Milano Alessandra Clemente ha prosciolto Eni e l‘ex-AD Paolo Scaroni dall‘accusa di corruzione internazionale nell‘ambito dell‘inchiesta su presunte tangenti che sarebbero state pagate da Saipem per ottenere contratti in Algeria.

Lo hanno comunicato fonti legali, precisando che è stato prosciolto anche il dirigente di Eni Antonio Vella, all‘epoca dei fatti responsabile per il Nord Africa, e lo confermano Eni e Saipem.

Il ‘non luogo a procedere’ per Scaroni, Vella ed Eni, è stato deciso dal giudice in base all‘articolo 425 terzo comma del Codice di Procedura Penale, per indizi “insufficienti”.

Sono stati invece rinviati a giudizio Saipem, l‘ex presidente Pietro Tali, l‘ex-direttore operativo Pietro Varone, Farid Bedjaoui (intermediario Saipem in Algeria e braccio destro del ministro algerino dell‘Energia Chekib Khelil), Samyr Ouaraied e l‘ex-dirigente Alessandro Bernini.

L‘accusa è concorso in corruzione internazionale e fraudolenta dichiarazione dei redditi.

Il processo inizierà il prossimo 2 dicembre. Saipem è stata rinviata a giudizio per la legge 231 sulla responsabilità delle aziende in relazione a reati commessi da loro funzionari.

In una nota, la società “prende atto della decisione del gup” e “confida di potere dimostrare” in primo grado “l‘inesistenza dei presupposti per dichiarare la responsabilità amministrativa” del gruppo. Non è stato possibile raggiungere i legali degli altri indagati per un commento.

Il gup ha anche accolto la richiesta di patteggiamento a due anni e 10 mesi, oltre alla confisca di 1,3 milioni di franchi svizzeri, per Tullio Orsi, presidente e AD di Saipem Contracting Algerie dal 2005 al marzo 2010.

Al centro della vicenda vi è l‘acquisizione di sette contratti d‘appalto in Algeria del valore complessivo di 8 miliardi di euro.

A Eni e Scaroni era contestato un solo contratto, relativamente al quale tutti gli imputati sono stati prosciolti.

“Eravamo certi della sua innocenza”, ha commentato il legale di Scaroni, Alberto Moro Visconti.

Eni in una nota esprime la propria “soddisfazione” per il proscioglimento, aggiungendo di aver fornito “la massima cooperazione alla magistratura” e “sempre dichiarato l‘estraneità della società e dei propri manager, emersa dapprima dagli esiti delle verifiche interne realizzate da soggetti terzi e oggi confermata dal provvedimento del giudice”.

La procura d‘altro canto, secondo quanto riferiscono fonti giudiziarie, valuterà all‘atto del deposito delle motivazioni della sentenza, previsto fra trenta giorni, se presentare ricorso in Corte di Cassazione.

(Emilio Parodi)

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