Utility, nuova regolamentazione 'credit positive' per servizi idrici- Moody's

venerdì 2 ottobre 2015 09:32
 

MILANO, 2 ottobre (Reuters) - L'applicazione della nuova regolamentazione sui servizi idrici in Italia, che ha portato a un incremento annuale delle tariffe del 4-6% nel periodo 2013-2015, ha avuto un effetto positivo sui ricavi e flussi di cassa delle utility più esposte nel settore ma rimangono alcune incertezze sullla finanziabilità degli investimenti.

E' quanto scrive Moody's in una studio sugli effetti dei nuovi metodi tariffari sulle società del settore e che in generale ritiene siano 'credit positive'.

"Visto che gli investimenti previsti necessari per migliorare le prestazioni delle reti idriche verranno progressivamente riconosciuti nelle tariffe, ci aspettiamo che i servizi idrici contribuiscano ulteriormente ai profitti di Acea , Hera e Acquedotto Pugliese", dice Alessandro La Scalia, vice president e senior analyst dell'agenzia di rating.

"Anticipiamo tuttavia che alcune restrizioni relative alla remunerazione sul capitale, ai requisiti sulla qualità del servizio e all'efficienza dei costi operativi, metteranno pressione sui margini e redditività", ha aggiunto La Scalia.

Moody's ritiene inoltre che nella regolamentazione esistano alcuni spazi di incertezza che riguardano la finanziabiltà del valore residuo dgli investimenti, il cosidetto 'terminal value', che sono più evidenti per i player puri come Acquedotto Puigliese, e meno per Acea e Hera che sono meno esposte sul settore e possono contare su una maggiore diversificazione del business.

Sul comparto delle utility è atteso un graduale processo di consolidamento anche sulla spinta di alcuni interventi del governo, ricorda Moody's.

Tuttavia questo "non neccessariamente" avrà un effetto negativo sui profili creditizi di potenziali aggregatori come Acea, Hera e A2A se i deal si focalizzano su utility locali di piccole dimensioni e concessionari di servizi idrici con business simili o inferiori.

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