BORSE ASIA-PACIFICO in calo, pesano Pmi Cina, debolezza globale

mercoledì 23 settembre 2015 08:26
 

INDICE                        ORE  8,10    VAR %    CHIUS. 2014
 ASIA-PAC.                     392,96       -2,62    467,23
 TOKYO                         CHIUSA       CHIUSA   17.450,77
 HONG KONG                     21.170,47    -2,87    23.605,04
 SINGAPORE                     2.843,88     -0,86    3.365,15
 TAIWAN                        8.193,42     -2,06    9.307,26
 SEUL                          1.944,64     -1,89    1.915,59
 SHANGHAI COMP                 3.121,41     -2,02    3.234,68
 SYDNEY                        5.002,80     -1,97    5.411,02
 MUMBAI                        25.576,96    -0,29    27.499,42
    
    23 settembre (Reuters) - Indici pesantemente negativi per l'azionario
dell'area Asia-Pacifico oggi, che si avvia a registrare la più forte perdita da
un mese a questa parte, a seguito della debolezza dei mercati a livello globale
e anche dei nuovi timori di un netto rallentamento dell'economia cinese,
alimentati dall'indice Pmi diffuso oggi.
    "Il clima è stato rovinato soprattutto dai forti cali sul mercato europeo e
Usa, e dai prezzi globali delle commodity", dice Lex Kwok, strategist di China
Investment Securities. "Il mercato è stato colpito anche dai dati sul Pmi cinese
diffusi oggi, che non sembrano buoni".
        L'indice MSCI, che non comprende Tokyo (chiusa anche
oggi per festività), alle 8,10 perde il 2,62%.
    La stima flash Pmi per la Cina di settembre, che misura l'attività nel
settore industriale, è calata inaspettatamente per il settimo mese consecutivo,
ai livelli più bassi da 6 anni e mezzo. 
    Ieri, la Asian Development Bank ha rivisto al ribasso la previsione sulla
crescita cinese, al 6,8% per il 2015. Il sentiment delle principali aziende
asiatiche è calato intanto a velocità da record nel terzo trimestre, come indica
un sondaggio Thomson Reuters/INSEAD sui timori legati alla Cina e ai rischi che
essa pone alla crescita globale.
    "Il settore industriale cinese continua a preoccupare, segnalando che
l'economia non è ancora fuori pericolo, mentre le dichiarazioni della Fed della
settimana scorsa indicano un giudizio da bicchiere mezzo vuoto sull'economia
globale", dice Tai Hui, chief Asia markets strategist per JP Morgan Asset
Management a Hong Kong.
    Le quotazioni del rame hanno esteso le perdite dopo il Pmi cinese,
avvicinandosi al punto più basso da quattro settimane.
    HONG KONG è la piazza peggiore dell'Asia, e perde quasi il 3%,
trascinata al ribasso in particolare dal settore energetico e da quello dei
"materials". Prada perde quasi l'1,5%.
    SHANGHAI perde quasi l'1,8%. I più grandi produttori cinesi di
acciaio, come Baoshan Iron & Steel sono in pronunciato calo, sul
timore che il raffreddamento economico faccia calare la domanda di metallo.
    TAIWAN perde oltre il 2%, con il comparto dei semiconduttori che
arriva a perdere quasi il 3,5%. SEUL cala di quasi l'1,9%
    SYDNEY si ferma a -1,97%: le perdite colpiscono in particolare i
titoli minerari come BHP Billiton e Rio Tinto o quelli
energetici come Woodside Petroleum.
    
    
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