Ubi, eventuale fusione non deve stravolgere stabilità azionariato - Polotti

mercoledì 16 settembre 2015 19:18
 

BERGAMO, 16 settembre (Reuters) - Ubi guarderà con attenzione a possibili opzioni di aggregazione, anche se ha la forza patrimoniale di rimanere da sola, ma una delle condizioni fondamentali è quella che una eventuale fusione non stravolga l'attuale stabilità dell'assetto dell'azionariato.

Lo ha detto il presidente del Cdg, Franco Polotti, nel corso dell'incontro con i soci in vista dell'assemblea del prossimo 10 ottobre sulla trasformazione in Spa.

"Abbiamo una consistenza patrimoniale che ci permette di proseguire il percorso da soli, ma abbiamo anche la consapevolezza che la nostra dimensione e la nostra presenza territoriale ci mette nelle condizioni di cogliere possibili opportunità", dice Polotti rispondendo alla domanda di un socio sui possibili scenari di M&A.

Tuttavia, secondo il presidente, un'eventuale operazione di aggregazione deve avere tre "caratteristiche fondamentali e indiscutibili: la creazione di valore; non snaturare la banca, che è una banca territoriale; avere una stabilità sociale".

Quanto ai tempi "la prudenza ci porta a dire di fare un passo alla volta. Adesso, presumibilmente il 10 ottobre, ci trasformeremo, dopodiché guarderemo con attenzione quello che il mercato italiano ci offre tenendo presente che non siamo obbligati a fare nulla e abbiamo la possibilità di andare avanti da soli", ha ribadito Polotti.

Tra le condizioni il presidente sottolinea in particolare quello relativo all'azionariato, ovvero "non stravolgere quello che è un nucleo e un nocciolo societario importante".

(Andrea Mandalà)

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