Ubi non teme recessi per Spa, banca non perderà natura public company

mercoledì 16 settembre 2015 18:38
 

BERGAMO, 16 settembre (Reuters) - Ubi Banca non è preoccupata dall'eventuale esercizio del diritto di recesso in capo ai soci connesso alla trasformazione in Spa e si auspica che sia limitato, se non nullo.

Lo hanno detto i vertici dell'istituto nel corso del primo dei quattro incontri con i soci in vista della prossima assemblea straordinaria del 10 ottobre a Brescia sulla trasformazione in Spa.

"Non temiamo il recesso", ha detto il presidente del consiglio di sorveglianza, Andrea Moltrasio, ricordando che, in linea con quanto previsto dai regolamenti della legge sulla trasformazione delle grandi popolari in Spa, la banca ha stabilito un limite agli eventuali recessi per non ledere i suoi livelli di patrimonializzazione.

"Abbiamo fatto le nostre valutazioni in modo da concedere a chi vorrà recedere di fare le proprie valutazioni mettendo al sicuro al tempo stesso il patrimonio", ha spiegato.

"Io come azionista ci penserei dieci volte a farlo", ha aggiunto.

Moltrasio si augura inoltre che anche "in questa nuova configurazione della società ci sia una grande partecipazione di soci piccoli e grandi" e che pertanto la banca non perda la propria natura di public company.

Sulla stessa linea anche Franco Polotti, presidente del Cdg. "Mi auguro che ci sia un numero esiguo, magari nullo, di persone interessate a fare questo", dice.

Ubi si avvarrà della facoltà prevista dalla legge di limitare il recesso in modo da mantenere il proprio Cet1 a un livello pari alla media aritmetica tra la più recente media disponibile di core tier1 delle banche europee e il nuovo target Bce +150 punti base di buffer supplementare.

In base ai calcoli attuali la somma a disposizione per il recesso è pari a 350 milioni di euro. Al prezzo di recesso, annunciato a 7,288 euro, si tratta del 5% circa del capitale. Il titolo oggi ha chiuso in Borsa a 6,89 euro.   Continua...