BOJ attendista, vede rischi da mercati emergenti ma prevale ottimismo

martedì 15 settembre 2015 09:57
 

TOKYO, 15 settembre (Reuters) - La Banca del Giappone ha detto oggi che il rallentamento della domanda dei mercati emergenti sta mettendo ulteriore pressione sull'economia giapponese ma non ha ampliato l'attuale orientamento già ultraespansivo, preservando le sue poche opzioni di politica monetaria nel caso un rialzo dei tassi Usa scateni una nuova ondata di volatilità sui mercati globali.

Una serie di dati deludenti - in particolare sul fronte dell'export, della crescita dei salari e dei consumi delle famiglie - ha aumentato la pressione sulla banca centrale perchè incrementi l'attuale programma di stimolo per ridare slancio ad un'economia che si è contratta nel secondo trimestre.

L'istituto centrale al termine della riunione di politica monetaria ha confermato l'attuale orientamento ultraespansivo e l'importo dello stimolo monetario, tagliando però le stime su esportazioni e produzione a "più o meno invariate".

Il governatore Haruhiko Kuroda ha confermato l'ottimismo per le prospettive dell'economia, affermando che non sarebbe sorpreso se il Pil tornasse positivo nel terzo triemstre. La domanda domestica infatti, secondo Kuroda, resta sostenuta nonostante criticità esterne come la frenata della Cina che, d'altra parte, ha ampi margini per stimolare la propria economia.

"Il rallentamento delle economie emergenti sta già condizionando le esportazioni e la produzione. Nonostante questo, l'economia del Giappone continua a riprendersi moderatamente", ha detto nel corso di una conferenza stampa. "I ricavi delle aziende sono a massimi record, a sostegno di un costante miglioramento del mercato del lavoro e dei redditi".

Il governatore ha detto che le attese di inflazione sono in salita in generale in un'ottica di lungo termine e che non ritiene che i prezzi smetteranno di salire se il cambio si ferma a 120 yen per un dollaro. In particolare, Kuroda si aspetta che il Cpi raggiunga il 2% intorno alla prima metà dell'anno fiscale 2016 anche se le tempistiche dipenderanno dall'andamento delle quotazioni del petrolio.

A proposito di un possibile rialzo dei tassi Usa il governatore ha concluso che "indicherà forza nell'economia Usa che è positivo per il Giappone e per l'economia mondiale".

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