Rai, polemica politica dopo "show" Casamonica a Porta a Porta

mercoledì 9 settembre 2015 15:39
 

ROMA, 9 settembre (Reuters) - Sta diventando un caso politico la puntata del programma di Rai Uno Porta a Porta di ieri sera, dedicata alla famiglia Casamonica, della quale diversi esponenti sono coinvolti in inchieste giudiziarie, con la presenza in studio della figlia e del nipote dello scomparso boss Vittorio.

E mentre diverse forze politiche protestano contro la scelta di dare spazio al clan romano, dopo che il mese scorso avevano già fatto scandalo i funerali sfarzosi del defunto boss, i nuovi vertici della Rai stanno valutando se e come intervenire, pur difendendo "la libertà editoriale" dei giornalisti.

Per Matteo Orfini, presidente del Pd e commissario del partito a Roma dopo l'inchiesta Mafia Capitale che ha coinvolto anche alcuni esponenti democratici romani, quello di ieri sera del ventennale programma di Bruno Vespa è stato "un errore grave che nulla c'entra con il servizio pubblico".

Per il sindaco Ignazio Marino, da tempo in calo nei sondaggi di opinione e impegnato nel tentativo di far uscire la Capitale dall'emergenza, quello che è avvenuto è stato "paradossale": "Ieri sera, infatti, più di un milione di spettatori hanno assistito sostanzialmente a un replay dei funerali spettacolari e mafiosi già finiti sui giornali".

Secondo l'Auditel, la trasmissione in seconda serata ha avuto uno share di circa il 15%.

A protestare sono stati anche M5s, che ha chiesto che sulla vicenda di pronunci la commissione parlamentare di Vigilanza (presieduta dal grillino Roberto Fico), Sel, i Verdi ed esponenti politici di vari partiti.

CONTATTI TRA CONSIGLIERI

"Non ho ancora parlato con i miei colleghi, ci vedremo comunque oggi con alcuni per decidere quali sono i passi da fare", ha detto a Reuters Rita Borioni, componente del cda in quota Pd. Franco Siddi, già segretario del sindacato dei giornalisti e oggi nel cda, vicino al centrosinistra, ha confermato che sono in corso consultazioni tra i consiglieri, rimandando però alle decisioni della presidente Monica Maggioni. Siddi ha ammesso di avere "delle sensibilità", aggiungendo però che intende "rispettare i ruoli e le responsabilità nella catena editoriale".   Continua...