BORSE ASIA-PACIFICO - Indici restano in territorio positivo dopo dato Cina

martedì 8 settembre 2015 08:39
 

INDICE                        ORE  8,35    VAR %    CHIUS. 2014
 ASIA-PAC.                        389,10     1,18       467,23
 TOKYO                         17.427,08    -2,43    17.450,77
 HONG KONG                     20.931,88     1,69    23.605,04
 SINGAPORE                      2.841,42    -0,39     3.365,15
 TAIWAN                         8.001,50     0,19     9.307,26
 SEUL                           1.878,68    -0,24     1.915,59
 SHANGHAI COMP                  3.134,75     1,76     3.234,68
 SYDNEY                         5.115,20     1,69     5.411,02
 MUMBAI                        24.986,99     0,37    27.499,42
 
    8 settembre (Reuters) - L'azionario asiatico è in territorio positivo dopo
una serie di sei sedute negative, e il dollaro è stabile contro lo yen, ma i
guadagni sono limitati dopo che il calo dell'import cinese ha alimentato i
timori di un forte rallentamento della seconda economia mondiale.
    L'indice MSCI, che non comprende Tokyo, alle 8,35 guadagna
l'1,18%. L'indice giapponese Nikkei ha chiuso in calo del 2,43%.
    Le esportazioni cinesi ad agosto sono calate meno del previsto, ma una
consistente diminuzione dell'import continua a far temere il rallentamento della
seconda economia mondiale. La debolezza del dato ha alimentato le aspettative di
ulteriori misure di stimolo nei prossimi mesi.
    "Non sono ottimista sulla prospettiva dell'export ed è improbabile che la
Cina possa raggiungere l'obiettivo delle esportazioni quest'anno", ha commentato
Nie Wen, analista di Hwabao Trust a Shanghai.
    I prezzi del greggio sono scesi di oltre il 3% ieri, con la produzione da
record nel Mar Nero che si è aggiunta ai timori di sovrapproduzione globale.    
    SHANGHAI in rialzo in una seduta volatile.
    Sale anche HONG KONG. Prada guadagna l'1,8% circa.  
    TAIWAN ha chiuso in rialzo dello 0,2%, chiusura invece in territorio
negativo per SEUL.
    SYDNEY ha concluso la seduta col segno più rimbalzando dai minimi da
due settimane, con la proposta di takeover da 8 miliardi di dollari di Woodside
Petroleum per Oil Search che ha spinto la fiducia negli
energetici.
    
    
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