BORSE ASIA-PACIFICO, tonfo in scia azionario Cina, rally yen

lunedì 24 agosto 2015 08:15
 

INDICE                        ORE  8,10    VAR %    CHIUS. 2014
 ASIA-PAC.                        388,06     -4,76      467,23
 TOKYO                         18.540,68     -4,61   17.450,77
 HONG KONG                     21.373,56     -4,62   23.605,04
 SINGAPORE                      2.868,69     -3,44    3.365,15
 TAIWAN                         7.410,34     -4,84    9.307,26
 SEUL                           1.829,81     -2,47    1.915,59
 SHANGHAI COMP                  3.246,78     -7,44    3.234,68
 SYDNEY                         5.020,30     -3,73    5.411,02
 MUMBAI                        26.419,44     -3,46   27.499,42
 
    24 agosto (Reuters) - Le borse asiatiche sono ai minimi da
tre anni oggi, in scia al tonfo dell'azionario cinese che perde
oltre il 7%, con gli investitori che si affrettano a liberarsi
degli asset rischiosi su mercati intimoriti da un rallentamento
globale guidato dalla Cina.
    Rally dei titoli di Stato e dello yen nell'instabilità dei
mercati finanziari, innescata quasi due settimane fa dalla
svalutazione dello yuan che ha generato timori sullo stato
dell'economia cinese.
    "I mercati sono nel panico. Inizia a sembrare come la crisi
finanziaria asiatica di fine anni Novanta. Gli speculatori
stanno vendendo asset che sembrano i più vulnerabili", spiega
Takako Masai, a capo delle ricerche di Shinsei Bank a Tokyo.
    Il rame, considerato un barometro della domanda globale, è
crollato ai minimi da sei anni.
    L'indice MSCI, che non comprende Tokyo, alle
8,10 cede il 4,76%. L'indice giapponese Nikkei ha chiuso
a -4,61%.
    "La Cina potrebbe essere costretta a svalutare nuovamente lo
yuan se la sua economia dovesse vacillare, e i mercati azionari
fronteggiano la prospettiva di uno yuan più debole che amplifica
l'impatto negativo di un'economia cinese fiacca", ha commentato
Eiji Kinouchi, capo analista tecnico di Daiwa Securities a
Tokyo.
    A SHANGHAI l'indice composito è arrivato a perdere
oltre l'8%, tornando al punto in cui aveva iniziato il 2015. Il
calo interessa ogni settore, e le perdite sembrano limitate solo
dal meccanismo che impedisce ai singoli titoli di scendere oltre
il 10% nell'ambito di una seduta e dal fatto che resta sospesa
la contrattazione di un numero consistente di titoli.
    Lascia sul terreno più del 4,6% anche HONG KONG.
Prada perde il 2,96%.    
    SEUL ha concluso la seduta a -2,5%, TAIWAN a
-4,8%, SYDNEY ha lasciato sul terreno il 3,7%.
    
    
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