Borsa, svalutazione yuan pesa su titoli lusso, Ferragamo cede oltre 5%

martedì 11 agosto 2015 17:15
 

MILANO, 11 agosto (Reuters) - I titoli del lusso sono in calo a Piazza Affari dopo che la Banca centrale cinese ha annunciato una sostanziale svalutazione dello yuan di circa il 2%, anche se secondo alcuni operatori l'entità del deprezzamento è limitata così come gli effetti sulle società europee.

In una nota Exane BNP Paribas sottolinea che la mossa del governo cinese non arriva a sorpresa, dal momento che Pechino sta cercando di riguadagnare competitività e di sostenere le esportazioni e la crescita del Pil, e ricorda che è solo l'ultima di una serie di svalutazioni delle principali valute a livello globale.

Luca Solca, managing director, responsabile del settore lusso di Exane BNP Paribas, mette in evidenza come la svalutazione dello yuan possa avere un impatto sulle società del lusso in diversi modi, a partire dal minore contributo del tasso di cambio ai ricavi delle aziende. L'esposizione delle maggiori società del lusso europee alla Cina continentale, sottolinea, varia dal 2% delle vendite di Luxottica al 15% di Tod's .

Inoltre Solca spiega che la svalutazione dello yuan riduce il gap di prezzo con l'Europa, riportando in patria parte dei consumi cinesi. Nel primo semestre la differenza dei prezzi tra Europa e Cina aveva infatti raggiunto i massimi storici, portando vari marchi a tagliare i prezzi in Cina e alzarli in Europa per compensare la discesa dell'euro.

"In termini pratici, non (cambia) molto, se la svalutazione è limitata al 2%", commenta Solca.

Per Roberto Lottici, gestore di Ifigest, la svalutazione alimenta comunque qualche preoccupazione. "Penso che sarà un periodo difficile per gli esportatori e io sarò probabilmente più cauto sulle valutazioni del settore lusso. Le società con stabilimenti in Cina avranno un impatto più limitato e potrebbero beneficiare sul fronte dei costi, ma per quelle senza impianti nel paese penso potrebbe esserci un impatto negativo sui multipli".

La svalutazione "non avrà un grosso impatto sui grandi nomi del lusso italiano perchè il 2% non è poi molto e circa quattro quinti dei cinesi vanno all'estero a comprare i beni di lusso. E la Cina non svaluterà ancora. Sarebbe una catastrofe. Mostrerebbe che non sono per niente messi bene", spiega da parte sua Alberto Forchielli, managing director di Mandarin Capital Partners.

Intorno alle 17,15 Ferragamo cede il 5,43%, Moncler il 3,15%, Tod's il 2,87%, Luxottica il 2,45% e YOOX il 2,57%. Fuori dal listino principale, si segnala il ribasso del 2,06% di Brunello Cucinelli.

In forte calo anche i titoli francesi del lusso con Lvmh in calo del 5,11% e Kering che cede il 3,64%.   Continua...