Rai, Vigilanza elegge 7 membri cda, attesa per proposte presidente e dg

martedì 4 agosto 2015 15:48
 

ROMA, 4 agosto (Reuters) - La Commissione parlamentare di Vigilanza ha eletto oggi i sette nuovi membri del consiglio di amministrazione della Rai, in attesa che il governo, tramite il ministero del Tesoro, indichi i due mancanti, tra cui il presidente.

Lo ha riferito a Reuters il vice presidente della Commissione, Francesco Verducci, al termine della votazione.

Il Pd ha eletto tre consiglieri: Guelfo Guelfi (presidente del Teatro Puccini di Firenze), Rita Borioni (storica dell'arte) e Franco Siddi (ex segretario del sindacato dei giornalisti). Il giornalista Paolo Messa è stato indicato da Area Popolare, mentre il M5S ha sostenuto Carlo Freccero, ex dirigente Rai. Due i membri votati dall'opposizione di centrodestra: il giornalista Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzucca, direttore del Giorno.

Domani, secondo quanto annunciato nei giorni scorsi dal premier Matteo Renzi, il governo indicherà il nome del presidente - che dovrà poi essere approvato dalla Vigilanza con i due terzi dei voti - e del direttore generale, che invece non siede nel cda. Un altro membro del cda rappresenterà il Tesoro, azionista di maggioranza (con oltre il 99%) dell'azienda pubblica radio-tv.

Renzi ha detto di sperare che il rinnovo del cda di Viale Mazzini possa avvenire entro la fine della settimana.

I vertici vengono eletti con la "vecchia" legge Gasparri, mentre il Parlamento è alle prese con il ddl di riforma che Renzi avrebbe voluto realizzarla entro l'estate.

Il testo è stato approvato dal Senato, che però ha abolito (con i voti dell'opposizione e della minoranza Pd) un articolo che prevede l'attribuzione al governo di una delega per individuare nuove forme di finanziamento per la Rai. La discussione alla Camera comincerà a settembre, e nel caso di modifiche il testo dovrà poi tornare al Senato.

La riforma contiene comunque un effetto "retroattivo", prevede l'attribuzione di nuovi e più ampi poteri al dg in carica, in attesa poi, dal prossimo cda (quindi in teoria dal 2018), di istituire un vero e proprio amministratore delegato nominato dal Tesoro.

(Massimiliano Di Giorgio)

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