Whirlpool, sindacati a Renzi: ok firma ma restano crisi Ilva, Alcoa, Termini

venerdì 24 luglio 2015 13:29
 

ROMA, 24 luglio (Reuters) - Al premier Matteo Renzi che parla di "missione compiuta" dopo la sigla, stamani, dell'accordo su Whirlpool, i sindacati ricordano che si tratta di un risultato importante ma molte sono ancora le crisi industriali da risolvere.

"Il premier, subito dopo la firma dell'intesa Whirlpool, ci ha chiesto quali fossero i più urgenti punti di crisi per l'industria nazionale e noi gli abbiamo indicato le difficile situazioni che si stanno vivendo all'Ilva, all'Alcoa, a Termini Imerese", scrive Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, in una nota rilasciata dopo la firma a Palazzo Chigi dell'intesa tra azienda e sindacati che ha scongiurato, dopo mesi di trattative al ministero dello Sviluppo, circa 2.000 esuberi in Italia da parte del colosso degli elettrodomestici.

Sulla stessa linea, il leader della Fiom Maurizio Landini: "Non è il Jobs act che ha fatto l'accordo, è necessario far ripartire gli investimenti e per la politica industriale serve pensare sui settori strategici. Oggi celebriamo un accordo chiuso positivamente ma ci sono ancora molte vertenze aperte come Termini Imerese, Alcoa, Ilva, Fincantieri e Finmeccanica. Se il governo vuole davvero giocare il suo ruolo, deve rispondere su questo".

Il produttore statunitense di alluminio Alcoa ha annunciato ad agosto 2014 la chiusura definitiva del suo impianto di Portovesme, in Sardegna, lamentando eccessivi costi dell'energia. Dopo una vertenza che si è trascinata anni, per i circa 500 operai è arrivata la cassa integrazione. E' ancora in corso la trattativa con la multinazionale anglo-svizzera Glencore che consenta l'acquisizione e la riattivazione dello smelter di Portovesme.

Ancora in attesa di un progetto di rilancio anche lo stabilimento siciliano di Termini Imerese, dismesso quattro anni fa da Fiat. Il ministero del Welfare ha di recente firmato il decreto che autorizza due ulteriori anni di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale per i 700 dipendenti Blutec, società del gruppo di componentistica Metec che dovrebbe riprendere la produzione di auto nel sito palermitano.

Alle cronache di questi giorni anche il caso dell'Ilva, la principale azienda siderurgica italiana che solo a Taranto conta 15.000 dipendenti. L'impianto, al centro di vasti e costosi lavori di bonifica ambientale, è al centro di un braccio di ferro tra governo e procura locale, che vorrebbe spegnere un altoforno dopo la morte di un operaio, anche se per l'Ilva così sarebbe a rischio la produzione.

(Roberto Landucci, Francesca Piscioneri)

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