BORSE ASIA-PACIFICO-Indici negativi, preoccupano nuovi dati da Cina

venerdì 24 luglio 2015 08:58
 

INDICE                        ORE  8,54    VAR %    CHIUS. 2014
 ASIA-PAC.                     454,38       -1,00    467,23
 TOKYO                         20.544,53    -0,67    17.450,77
 HONG KONG                     25.097,65    -1,19    23.605,04
 SINGAPORE                     3.351,35     -0,15    3.365,15
 TAIWAN                        8.767,86     -0,26    9.307,26
 SEUL                          2.045,96     -0,93    1.915,59
 SHANGHAI COMP                 4.046,86     -1,87    3.234,68
 SYDNEY                        5.566,10     -0,43    5.411,02
 MUMBAI                        28.287,97    -0,29    27.499,42
 
    
  24 luglio (Reuters) - Le borse asiatiche chiudono la settimana con un'altra
seduta negativa, dopo un sondaggio Pmi dalla Cina, secondo cui l'attività
manifatturiera ha toccato il punto più basso da 15 mesi, che ha scatenato nuovi
timori sull'export regionale, mentre la seconda economia mondiale registra
ancora difficoltà.
    Ma i mercati reagiscono anche alla chiusura negativa di Wall Street,
appesantita dai dati deludenti sui guadagni di una serie di aziende.
    Alle 8,48 ora italiana l'indice regionale dell'Asia-Pacifico MSCI
, che non comprende Tokyo, perde l'1%. Negativo anche il mercato
giapponese, che ha perso lo 0,67%.
    L'indice flash Pmi Caixin/Markit della Cina è sceso a 48,2 punti, sotto le
stime degli economisti che si aspettavano 49,7 punti: è il peggior risultato da
aprile 2014, ed il quinto consecutivo sotto i 50 punti, il livello che divide
l'espansione dalla contrazione.
    Il dato cinese va ad aggiungersi a quello negativo sull'andamento
dell'economia sudcoreana, che nel secondo trimestre ha registrato l'aumento più
contenuto in sei anni, soprattutto per l'export debole e le ricadute
dell'epidemia di Mers (sindrome respiratoria mediorientale da Coronavirus).
    "Il Pmi del Giappone è buono, ma il mercato giapponese ha reagito più a
quello cinese", dice Ayako Sera, senior market economist di Sumitomo Mitsui
Trust Bank, da Tokyo. "Tutti sono preoccupati sullo stato dell'economia cinese,
e questa reazione indica che il mercato è molto sensibile ad informazoni come
questa".
    Intanto, la Cina sembra avviata verso un nuovo taglio dei tassi di interesse
e delle riserve di liquidità delle banche per cercare di mantenere la crescita
economica al 7% nel 2015, che potrebbe essere il tasso più basso in 25 anni,
secondo un sondaggio Reuters diffuso ieri.
    L'oro è stabile oggi, ma per la settimana la perdita si aggira sul 4%, dopo
che lunedì scorso il metallo prezioso ha registrato la perdita più forte in
quasi due anni. I futures sul greggio sono in ripresa, mentre il dollaro resta
stabile, dopo i buoni dati di ieri sulla disoccupazione Usa.
    SHANGHAI e HONG KONG, registrano le perdite più forti
oggi(Prada +0,4%), dopo un avvio positivo che aveva fatto sperare
nella settima seduta positiva consecutiva per Shanghai.
    SYDNEY è in calo per la terza giornata consecutiva, alle prese anche
con il calo dei prezzi delle commodity. Negativa anche SEUL, che in una
settimana ha perso l'1,5%. La moneta locale, il won, tocca anche oggi il punto
più basso contro il dollaro in tre anni. E cala anche TAIWAN, nonostante
il rimbalzo dei titoli dei fornitori di Apple, che nei giorni scorsi hanno
risentito anch'essi delle stime deludenti sull'andamento prossimo del produttore
dell'iPhone.
    
    
    
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