PUNTO 1-Risparmio gestito, raccolta fondi flessibili oltre 2/3 del totale a giugno

giovedì 23 luglio 2015 13:42
 

(Aggiunge commento e dettagli)

MILANO, 22 luglio (Reuters) - Rallentano a 7,8 miliardi rispetto ai circa 16,5 miliardi di maggio i flussi di raccolta del sistema del risparmio gestito in Italia a giugno, mese che vede protagonisti indiscussi i fondi flessibili (raccolta per 5,3 miliardi) e quelli con domicilio estero (5,8 miliardi, circa tre quarti del totale del sistema).

Secondo la mappa mensile dell'industria a cura di Assogestioni, le gestioni collettive più in generale fanno la parte del leone con sottoscrizioni per 6,8 miliardi e le gestioni patrimoniali istituzionali incassano un miliardo.

"L'effetto Grecia è stato sicuramente meno pesante rispetto al 2012 ma la stagionalità - giugno è il mese in cui si pagano le tasse - e le turbolenze dei mercati hanno un po' frenato la raccolta", osserva Paolo Galvani, presidente di Moneyfarm, definendo "fisiologica" le sottoscrizioni di prodotti flessibili in un contesto di tassi bassi in cui si rende necessaria una maggiore discrezionalità del gestore.

In deciso rallentamento la raccolta di monetari (328 milioni da 2 miliardi circa), bilanciati (303 milioni da 1,23 miliardi) e obbligazionari (194 milioni da 1,75 miliardi) mentre gli azionari vedono entrare 678 milioni (537 milioni a maggio).

Il gruppo Generali e Intesa Sanpaolo, rispettivamente numero uno e numero due dell'industria con un quarto e un quinto del mercato complessivo, vedono arrivare almeno due miliardi di euro. Più in generale, i player italiani mettono a segno un mese preceduto con il segno più, a differenza di esteri come Allianz, Bnp Paribas e Franklin Templeton; raccolta sostenuta, viceversa, per altri gruppi stranieri come Axa e Deutsche Asset and Wealth Management.

Ma, nonostante i campioni di raccolta siano tricolori, ad essere venduti continuano ad essere in netta prevalenza fondi di diritto estero: con i quasi 6 miliardi di sottoscrizioni di giugno, questi prodotti da inizio anno hanno raccolto oltre 50 miliardi di euro a fronte dei circa 18 miliardi arrivati ai fondi italiani.

"Fino a qualche tempo fa c'era la scusante di tipo fiscale ma oggi con l'armonizzazione una tale discrepanza si giustica solo con la maggiore flessibilità consentita dai veicoli esteri in particolare sulla struttura delle commissioni e sulla gestione del benchmark", sottolinea il manager di Moneyfarm, realtà specializzata nella costruzione di portafogli di Etf, aggiungendo: "Il male all'origine della distribuzione è che molto spesso chi offre consulenza è principalmente remunerato in base ai prodotti venduti, finendo così per trascurare proprio l'attività di consulenza, indispensabile soprattutto per il cliente retail".

E' di meno di due settimane fa il "richiamo di attenzione" fatto da Consob alla luce dei volumi di raccolta dei prodotti esteri o cosiddetti "roundtrip" (fondi domiciliati all'estero ma istituiti da intermediari italiani), che rappresentano il 70% circa del patrimonio dei fondi dell'industria.   Continua...