Saipem Algeria, parola alle difese, decisione a settembre

martedì 21 luglio 2015 17:58
 

MILANO, 21 luglio (Reuters) - All'udienza preliminare in corso al Tribunale di Milano sulle presunte tangenti pagate da Saipem per ottenere contratti in Algeria, sono iniziate oggi le arringhe difensive.

I legali delle persone giuridiche Saipem ed Eni, e quelli dell'ex AD di Eni Paolo Scaroni e dell'ex dirigente Eni Antonio Vella, hanno chiesto il proscioglimento dei loro assistiti.

Domani e il 30 luglio si proseguirà con le arringhe difensive degli altri cinque imputati, mentre a settembre sarà la volta di eventuali repliche, al termine delle quali il gup Alessandra Clemente si ritirerà in camera di consiglio per decidere se rinviare a giudizio o prosciogliere gli imputati.

La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Scaroni e altri sette indagati, oltre che per le società Eni e Saipem, con le accuse a vario titolo di corruzione internazionale e frode fiscale. Tutti gli interessati hanno sempre respinto ogni addebito.

Al centro della vicenda c'è l'acquisizione di sette contratti d'appalto in Algeria del valore complessivo di 8 miliardi di euro.

L'ottavo imputato, Tullio Orsi, ex-presidente e AD di Saipem Algeria, ha trovato un accordo per il patteggiamento, sul quale il giudice si esprimerà al termine dell'udienza preliminare.

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