Ipo, Aeroporto BO ci prova nonostante Grecia e attentati, aperta su M&A

lunedì 29 giugno 2015 15:53
 

MILANO, 29 giugno (Reuters) - L'Aeroporto di Bologna 'Guglielmo Marconi' è impegnato a completare l'iter per la quotazione a Piazza Affari in un momento di mercato complicato.

Il precipitare della crisi greca, con relativo forte calo delle borse, e l'effetto negativo sul turismo degli attentati terroristici in Medio Oriente e Nord Africa rappresentano premesse negative per una società di gestione aeroportuale.

L'Opvs è partita oggi per terminare l'8 luglio prossimo (il giorno precedente per i dipendenti).

Nel corso di un incontro con la stampa, il direttore generale dello scalo bolognese, Nazareno Ventola, ha ricordato numeri e caratteristiche: "Settimo aeroporto italiano per numero di passeggeri, quarto per indice di connettività, negli ultimi cinque anni siamo cresciuti del 5,6% in media d'anno".

E a chi gli chiedeva come si muoveranno sui mercati in questa fase di turbolenza, il manager ha replicato: "Il pre-marketing è andato bene. Non abbiamo scelto noi il momento in cui quotarci. Valuteremo con gli adviser durante il processo".

Ventola ha sottolineato che "le compagnie low cost pesano per poco più del 50% del traffico". Punto di debolezza, però, ben evidenziato dal prospetto informativo, è la dipendenza da Ryanair, che nel 2014 ha rappresentato il 39% dei volumi di traffico, percentuale salita al 42,6% nel primo trimestre di quest'anno. Con il vettore irlandese il Marconi ha stretto un accordo che scadrà nell'ottobre 2018, estendibile per altri cinque anni anni, ma, si legge nel documento, "non è possibile escludere che possa decidere di variare le tratte operate, ridurre significativamnete la presenza o cessare i voli.... ovvero che alla scadenza l'accordo possa non essere rinnovato in tutto o in parte, ovvero contenere condizioni meno favorevoli per il gruppo".

D'altro canto, si legge sempre nel documento, altre compagnie low cost hanno messo piede o si apprestano a farlo a Bologna.

Il Marconi non nasconde l'ambizione di voler competere con i concorrenti limitrofi sulla base di una 'catchment area' potenziale di undici milioni di passeggeri, lambendo aree attualmente presidiate da Save, Toscana Aeroporti e Sea.

Puntando ad incrementare i collegamenti con le aree del Golfo Persico e del Far East, cercando di individuare tratte di nicchia in Europa, in particolare per soddisfare la domanda cosiddetta etnica (immigrati in Italia), Bologna vuole raggiungere una capacità di circa dieci milioni di passeggeri a fine 2019 rispetto ai 7,6 milioni attuali.   Continua...