PUNTO 1-A2a, lettera intenti per integrare Lgh, ma c'è l'incognita Lega

mercoledì 17 giugno 2015 15:31
 

(Ruscrive, aggiunge dettagli da fonte, background)

di Giancarlo Navach

MILANO, 17 giugno (Reuters) - Linea Group Holding, la multiutility controllata dai comuni di Cremona, Lodi, Rovato, Pavia e Crema, punta a una fusione con A2A o allo sbarco a Piazza Affari. Una lettera d'intenti è stata siglata nei giorni scorsi con il colosso di Milano e Brescia che avrà una durata di due mesi, confermando così quanto già reso noto da alcune fonti a Reuters a fine maggio. (ID:nL8N0XP40A).

Non più tardi della scorsa settimana il presidente della superutility lombarda, Giovanni Valotti, aveva annunciato che entro luglio sarebbero emerse novità più concrete su questo fronte. Tuttavia, a complicare la partita, c'è l'esito del ballottaggio domenica scorsa a Rovato che ha visto nuovamente la vittoria del candidato della Lega Nord, Tiziano Belotti, su quello del centrosinistra. Si tratta dell'unica amministrazione di centrodestra fra i comuni coinvolti all'eventuale operazione di aggregazione, ma che potrebbe mettersi di traverso sul buon esito delle trattative, facendo protendere la decisione verso la quotazione in Borsa di Lgh.

Lo scorso novembre fu proprio il precedente sindaco di Rovato a frenare sull'ipotesi di fusione con A2A. E Rovato ha un peso importante in Linea perché, attraverso Cogeme Spa, detiene una partecipazione in Linea Group Holding pari al 30,915% della quota azionaria e alla quale i patti parasociali riservano - con Aem Cremona - il ruolo di azionista di riferimento della holding.

Una fonte politica del comune di Brescia dice a Reuters che lo scorso fine settimana il sindaco, Emilio Delbono, ha incontrato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, il quale avrebbe dato la disponibilità di massima della Lega a proseguire sulla strada delle trattative.

Secondo un quotidiano, nel caso in cui dovesse prevalere l'ipotesi dell'acquisizione sarebbe mista in contanti e azioni, consentendo così la diluzione dei due azionisti di maggioranza, Milano e Brescia, sotto il 50% del capitale di A2A.

Il mercato sta reagendo bene a questo ruolo attivo di A2A nel risiko delle utility: il titolo registra una crescita dell'1,2%.

Peraltro, proprio oggi, i vertici della rivale più piccola Iren hanno presentato alla comunità finanziaria il piano industriale al 2020 che non include la crescita per M&A anche se punta comunque ad avere un ruolo di aggregatore in Piemonte, Liguria e parte dell'Emilia Romagna. "Non ci sentiamo spiazzati da questa mossa di A2A", ha detto l'AD Massimiliano Bianco. E sull'ipotesi che la proposta di A2A abbia difatto messo fuori gioco un eventuale accordo fra Iren e Linea, il manager si è limitato a dire: "Tutti parlano con tutti".

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