PUNTO 2-Italia,inatteso calo produzione non compromette Pil positivo in trim2

mercoledì 10 giugno 2015 13:44
 

(aggiunge commento Paolazzi)
    ROMA/MILANO, 10 giugno (Reuters) - Nel mese di aprile
l'indice destagionalizzato della produzione industriale è sceso
dello 0,3% sul mese precedente, deludendo gli analisti che si
aspettavano un aumento dello 0,2%.
    Il dato non compromette però le attese di una leggera
crescita del Pil nel secondo trimestre, alimentate anche dai
numeri più confortanti degli indici Pmi di aprile e maggio.
    "La produzione industriale italiana di aprile è inferiore
alle nostre stime e coincide con il recente calo della fiducia
di imprese e consumatori, a dimostrazione che la ripresa resta
difficile", osserva in una nota di commento Raj Badiani di IHS
Global Insight che si aspetta comunque un incremento
congiunturale del Pil di 0,2% nel secondo trimestre.
    Anche Loredana Federico di Unicredit sperava in un dato
migliore, ma ritiene che l'imprevisto calo di aprile "non cambi
un modo significativo il quadro generale di una moderata ripresa
dell'attività industriale" e dell'economia in generale, vista a
+0,3% nel secondo trimestre su base congiunturale grazie a
un'accelerazione della domanda estera e a un graduale
miglioramento di quella interna.
    Più pessimista Luca Paolazzi, a capo del centro studi di
Confindustria, per il quale il dato odierno comporta "un 
incremento del Pil nel secondo minore di quello visto nel primo
(+0,3%)". "Ci aspettiamo una accelerazione della crescita
economica in estate" ha aggiunto, parlando a una tavola rotonda
nel mattino.
    La lettura di aprile è inferiore alle attese anche su base
annua: secondo i dati Istat, l'indice corretto per i giorni
lavorativi ha registrato un aumento dello 0,1% da +1,4% a marzo
(rivisto da +1,5%), contro il +0,8% previsto dagli analisti. A
marzo è stato registrato un rialzo congiunturale dello 0,5%,
rivisto da +0,4%. 
    Andando allo spaccato settoriale, emerge una contrazione
della produzione dei beni di consumo (-1,2%) e una pausa dei
beni strumentali (+0,1%), che Federico considera temporanea; in
calo anche la componente energetica (-1,3%) dopo il rimbalzo del
primo trimestre. L'ecomomista di Unicredit mette in luce in
particolare che il calo dei beni di consumo è guidato dalla
discesa dei beni non-durevoli (-1,7%), mentre il rialzo di
quelli durevoli (+2,2%) "è in linea con il messaggio più
positivo che viene dal forte incremento delle immatricolazioni
di auto".
    Raj Badiani, che sottolinea come il frazionale rialzo dei
beni strumentali sia solo il sesto segno positivo negli ultimi
12 mesi, si aspetta una graduale ripresa degli investimenti
industriali nel corso dell'anno ma con un ritmo irregolare. In
generale l'analista crede che l'Italia non sia riuscita a
cogliere pienamente i vantaggi offerti da fattori esterni come
il forte deprezzamento del greggio e il calo dell'euro. 
    
    - hanno collaborato Antonella Cinelli e Francesca Landini
    
    (Claudia Cristoferi)
    
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