Cina, Msci nega per ora inclusione azioni 'classe A' in indice globale

mercoledì 10 giugno 2015 08:42
 

HONG KONG/SHANGHAI, 10 giugno (Reuters) - Msci, società americana specializzata nella costruzione di indici, ha chiesto alla Cina ulteriori liberalizzazioni del mercato dei capitali prima di poter includere i titoli azionari domestici del paese in uno dei suoi benchmark globali.

La decisione, giunta ieri, rappresenta una battuta d'arresto nello sforzo di Pechino di promuovere la valuta nazionale e di attrarre capitali stranieri.

Nonostante la recente accelerazione nell'agenda di riforme, Msci ha spiegato che gli investitori internazionali vogliono che la Cina compia ulteriori passi per la rimozione delle barriere che rendono ancora difficoltoso per gli stranieri investire nel paese.

Per ora dunque Msci lascia le cosiddette azioni di "classe A" cinesi ancora fuori dall'Emerging Markets Index, replicato a livello globale da fondi per circa 1.700 miliardi di dollari.

Diversi investitori internazionali non avevano nascosto qualche preoccupazione, in caso di decisione contraria da parte di Msci, in quanto sarebbero stati costretti a investire nel volatile mercato azionario cinese che oggi vale 9.000 miliardi di dollari.

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